Blitz “Bazar” parte seconda: nove misure cautelari a Licata

Blitz “Bazar” parte seconda: nove misure cautelari a Licata

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Giampiero Arrostuto, Gisella Angileri, Giusy Angileri e Giuseppe Tinnirello

Secondo filone dell’inchiesta “Bazar”, che circa dieci giorni fa ha permesso di smantellare un presunto traffico di eroina. I carabinieri della Compagnia di Licata, comandati dal capitano Marco Corrao, hanno eseguito una nuova misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Palermo, Roberto Riggio, per quattro arresti domiciliari e cinque obblighi di dimora.
Gli arrestati sono Gisella Angileri, Giusy Manuela Angileri, Ganpiero Arrostuto e Giuseppe Tinnirello. Obbligo di dimora a Melchiorre Salvatore Alabiso, Vincenzo Bugiada, Antonio Montana, Salvatore Paraninfo e Diego Pelonero.
L’attività investigativa ha permesso di scoprire che nella città di Licata è – sempre – vivo e fiorente lo spaccio di sostanze stupefacenti. In tale contesto, i carabinieri avevano saputo che a Licata si era formato un nuovo gruppo di giovani pusher, capitanati da un pregiudicato con origini di San Cataldo (Caltanissetta) di nome “Gianpiero o Piero”, il quale, con la complicità di altri soggetti, faceva giungere a Licata sostanze stupefacenti da Palermo e dal vicino comune di Canicattì. Lo stupefacente, conseguentemente, attraverso una fitta rete di fiancheggiatori, veniva spacciato da vari soggetti ed immesso sul mercato licatese.
Le misure cautelari hanno interessato Canicattì, Marsala, Palermo, Licata e Caltanissetta particolare, l’indagine, che ha avuto inizio nell’agosto del 2012, trae origine dall’esigenza di contrastare il dilagante fenomeno dello spaccio di droghe pesanti nell’hinterland licatese, territorio ove concretamente si realizzava e moltiplicava l’illecito guadagno. l’attività investigativa ha in particolare consentito di individuare ed identificare taluni soggetti dediti allo spaccio di eroina, i quali, seguendo un “modus operandi” consolidato e ben organizzato nel tempo, difficile da accertare a causa delle circostanze di tempo e di luogo in cui i fatti avvenivano, nonché alla capacità di eludere i controlli grazie all’avvicendarsi di mezzi di trasporto e di persone, riuscivano a far confluire nel centro licatese ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo “eroina”, che veniva acquistata nel Quartiere “Oreto” di Palermo.

Il G.I.P. del Tribunale di Palermo, recependo pienamente le risultanze investigative del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Licata, investito per competenza territoriale dal Tribunale di Agrigento, ha emesso le misure cautelari, confermando l’impianto accusatorio già affermato dal G.I.P. del Tribunale di Agrigento su richiesta della Procura della Repubblica di Agrigento che ha coordinato l’indagine.
Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati associati presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.

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