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Blitz “Glauco 2”, tratta esseri umani: epicentro a Villa Sikania (Siculiana) e Cara Mineo

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Numerosi immigrati davanti a Villa Sikania

L’inchiesta “Glauco 2” che ha smantellato una organizzazione transnazionale dedita alla tratta di esseri umani ha mostrato come il miliardario business, con basi in Libia e in Italia, abbia avuto nell’agrigentino, Lampedusa per gli sbarchi e i centri di accoglienza per concretizzare il traffico, il proprio epicentro. Ecco cosa scrivono i Pm della Dda di Palermo:

In particolare dalle indagini è emersa la piena partecipazione a dette attività delinquenziali da parte di tutti gli indagati con ruoli e modalità differenziati mentre sono ancora in corso le investigazioni per individuare gli altri componenti del sodalizio e la complessiva rete di persone che consente, a tutt’oggi, la piena operatività in ambito internazionale del gruppo criminoso e la sua potenzialità criminosa.

Nello specifico, allo stato, l’attività investigativa  frutto di una attività di indagine svolta, sotto l’egida del Servizio centrale Operativo della Polizia di Stato, congiuntamente dalla Squadra Mobile di Agrigento e dalla Squadra Mobile di Palermo – ha consentito di individuare i diversi componenti del sodalizio operanti sia nel continente africano che in Italia , i quali si sono resi responsabili con le loro condotte della illecita migrazione di decine di migliaia di persone in condizioni spesso disumane. Gli stessi non hanno mostrato alcuna preoccupazione del destino finale delle vittime dei loro traffici che, purtroppo, in molti – troppi – casi (spesso tra l’indifferenza generale) hanno perso la vita lungo l’attraversamento del deserto, assaltati dai predoni o in fondo al Mar Mediterraneo.

L’indagine ha dimostrato che l’organizzazione opera come un vero e proprio network criminale, con diverse cellule operanti nei territori di riferimento, cui vengono attribuiti compiti specifici e determinati al fine di organizzare, in prima battuta, i viaggi della speranza di migliaia e migliaia di uomini, donne e bambini dall’Africa verso l’Italia favorendone così l’ingresso e la permanenza clandestina in Italia; in un secondo momento viene organizzata la logistica per il loro allontanamento dal territorio italiano e raggiungere così la meta finale di tali viaggi, in genere un paese del Nord Europa, in cui il migrante oggetto del traffico raggiunge il suo gruppo familiare o amicale. Le indagini hanno dimostrato che il momento fondamentale del progetto criminoso del sodalizio indagato è certamente “l’aggancio” del cliente, tramite contatto telefonico o de visu, l’allontanamento dalla struttura di accoglienza (in particolare le indagini si sono concentrate sul centro “Villa Sikania” di Siculiana (Ag) e sul C.A.R.A. di Mineo (Ct)) finalizzato a sottrarre i migranti alla compiuta identificazione da parte delle Autorità amministrative e di polizia italiana, talvolta anche per mezzo di fughe organizzate dal Centro, o con lo scambio di badge e documenti, e la successiva ospitalità, all’occorrenza, in abitazioni a disposizione dell’organizzazione. Gli indagati, infatti, raccolgono i migranti giunti ad Agrigento e nelle altre province siciliane, organizzandone all’occorrenza l’allontanamento dal centro di accoglienza di Mineo, che a tutt’oggi ospita circa 5000 migranti giunti nei vari sbarchi avvenuti sulle coste siciliane, o da “Villa SiKania”, centro di accoglienza sito a Siculiana (Ag), anche grazie ad una costante elusione, da parte dei componenti del network criminale che si trovano colà, delle disposizioni dei centri di accoglienza, che impongono un elenco aggiornato dei relativi ospiti.

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