Agrigento

Concerto di Vasco Rossi, racconto in diretta di due fratelli di Agrigento: “Siamo venuti in moto, felici e morti di sonno… tutto grazie a San Calò”

Sono due fratelli, Peppe e Gigi M., 22 anni il primo, 26 anni il secondo, di Agrigento, hanno partecipato al concertone di ieri sera di Vasco Rossi al Modena Park. Ci hanno voluto raccontare la loro esperienza praticamente in diretta mandandoci dei messaggi su whatsapp e poi con una lunga telefonata notturna. Un’esperienza unica, storica: mai nessuno aveva raccolto tanta gente per un unico evento musicale in Italia. Vasco Rossi c’è riuscito. 230 mila persone tutte per lui. Un concerto fantastico, musica e canzoni cantate a squarciagola da due generazioni i 20enni di 40 anni fa, quelli di 20 anni fa e quelli di ora. Vasco li ha riuniti tutti, senza distinzione di età, con le sue canzoni.

Peppe e Gigi, dicevamo, hanno, partecipato all’evento. Ci hanno raccontato di essersi accampati un giorno prima per poter stare più vicini al palco. Ce l’hanno fatta.

“Eravamo proprio vicini a Vasco, – dicono – lo avevano a meno di 30 metri. Era fantastico. Quando lo abbiamo visto entrare con il giubotto giallo quasi non credevamo ai nostri occhi. Era là a pochi passi da noi. Il nostro idolo””

Peppe ci racconta: “La sera prima abbiamo cenato con un gruppo di ragazzi che veniva da Canicattì. Ci siamo incontrati al casello autostradale e abbiamo fatto l’ultimo viaggio insieme. Poi una volta giunti al Modena Park, dopo i controlli rigidissimi, ci siamo accampati più vicino possibile alla struttura del palco. C’erano già tanta persone davanti a noi ma almeno abbiamo anticipato la fiumana di gente che è venuta dopo. Abbiamo cenato con panini che ci siamo portati appreso, insieme a delle coperte che avevano negli zaini. Poi la notte è stata davvero lunga. Non abbiamo chiuso occhio. Praticamente tante erano le persone che arrivavano e tante le voci. C’era chi cantava, chi litigava, chi piangeva. Insomma una notte insonne. La mattina c’erano già migliaia di ragazz. Per la verità anche persone un po’ più mature. Famiglie intere con figli appresso. Donne incinta. Un mondo intero per vedere Vasco”.

Gigi, anche lui di Agrigento, abita insieme al fratello in una villetta di Le Dune, per il periodo estivo ci dice: “Un enorme sacrificio, anche economico. lo non lavoro, ogni tanto faccio qualche serata come cameriere in qualche ristorante della città, studio e frequento l’università. Tutti i miei risparmi personali li ho buttati in quest’avventura. Siamo partiti in moto con mio fratello e i caselli autostradali sono stati un salasso. Ma ne è valsa la pena.  Un concerto fantastico. Vasco è stato speciale, una voce potente che ha toccato i cuori. Le canzoni sono volate vie come niente. Tutti le abbiamo cantate. Quando ha intonato “Vita spericolata è stato un tripudio” e alla fine la mia preferita “Alba chiara” col la quale ha chiuso un concerto storico che non dimenticherò mai. Confesso che quando il Blasco ha lascito il palco mi sono commosso. Siamo stati ancora un’ora fermi ad aspettare che tornasse. Ora ci faremo poche ore di sonno e poi di nuovo in viaggio per essere ad Agrigento il prima possibile. Questa sera vogliamo essere al viale della Vittoria per vedere San Calogero. Ho pregato lui affinchè esaudisse il mio desiderio di vedere Vasco. Mi ha fatto la grazia – dice Gigi ridendo – e dunque devo esserci per ringraziarlo. Viva Vasco, viva San Calò”.

 

 

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