Condizioni di sovraffollamento al carcere Petrusa, risarcito Carmelo Cacciatore

Giuseppe Castaldo

Agrigento

Condizioni di sovraffollamento al carcere Petrusa, risarcito Carmelo Cacciatore

Pubblicato il Ott 3, 2017
Condizioni di sovraffollamento al carcere Petrusa, risarcito Carmelo Cacciatore

Il magistrato di sorveglianza – dott.ssa Daniela Tortorella – ha accolto parzialmente il reclamo promosso da Carmelo Cacciatore, 52 anni di Agrigento – difeso dall’avvocato Pennica – con riferimento ai 716 giorni trascorsi in detenzione al Carcere Petrusa – riducendo a titolo compensativo la pena residua di 71 giorni. 

Cacciatore nel giugno scorso aveva depositato istanza ritenendo le sue condizioni detentive contrarie alla dignità della persona. In particolare Cacciatore lamentava di essere stato detenuto – negli istituti penitenziari Petrusa di Agrigento e Arghillà di Reggio Calabria dal 2011 al 2017 – in condizioni di sovraffollamento avendo avuto a disposizione una cella inferiore a 3mq e la mancata assegnazione dell’attività lavorativa.

La Direzione dell’Istituto penitenziario di Agrigento, così come quello di Reggio Calabria, ha chiesto l’inammissibilità del ricorso del Cacciatore inviando due note. Il detenuto, in particolare, ha avuto a disposizione nei giorni trascorsi al “Petrusa” (716gg) uno spazio vitale individuale pari a 8,2mq, in caso di occupante unico; 4,1mq, nel caso di due occupanti; 2,73mq con  tre occupanti. In quest’ultimo caso – cioè uno spazio inferiore ai 3mq – si viola l’art.3 della convenzione EDU.

Cacciatore, condannato nel 2012 a 8 anni di reclusione nell’ambito dell’operazione “Maginot” – che smantellò la rete di fiancheggiatori del boss Giuseppe Falsone – potrà godere dunque di uno sconto di 71 giorni (1 ogni 10 giorni di detenzione in condizioni inumane) come risarcimento del danno.


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