Confiscati i beni a sorella Messina Denaro: è la “manager” del superboss

Confiscati i beni a sorella Messina Denaro: è la “manager” del superboss

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Patrizia Messina Denaro

La Direzione investigativa antimafia di Trapani ha confiscato alcuni terreni, per un valore di 70.000 euro, ad Anna Patrizia Messina Denaro, 45enne, sorella del superlatitante Matteo, ritenuta fondamentale nella gestione del patrimonio del boss e della sua latitanza. La donna, tratta in arresto dalla Dia nel dicembre 2013, nel corso dell’operazione congiunta denominata “Eden”, è stata condannata, in primo grado, dal Tribunale di Marsala, con sentenza emessa il 31 marzo scorso, a 13 anni di reclusione, perchè ritenuta responsabile, in concorso, di associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata ai danni di Rosetta Campagna, una delle eredi di Caterina Bonagiuso, quest’ultima madrina di battesimo della Messina Denaro. Con il medesimo decreto è stata disposta la sorveglianza speciale che, tenuto conto del grado di pericolosità, è stata fissata in quattro anni, con obbligo di soggiorno. La sorella del latitante, come si rileva dal provvedimento, “svolgeva un ruolo di raccordo con il fratello per scambi d’informazioni e per il coordinamento delle risorse economiche; ruolo fondamentale per assicurare l’assoluta segretezza, consentendo al capomafia di sottrarsi alla cattura e al clan di reperire fonti di finanziamento”. Le indagini, delegate e coordinate dalla Procura distrettuale di Palermo, d’intesa con il procuratore aggiunto Bernardo Petralia, coordinatore del Gruppo misure di prevenzione, sono state condotte da personale della Dia trapanese. La confisca, disposta dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani, presidente Piero Grillo, è stato emesso nella formula per equivalente, a compensazione della somma pari a 70.000 euro, provento dell’estorsione e non più a sua disposizione. La donna avrebbe infatti distratto i fondi al fine di eludere un eventuale provvedimento di sequestro o confisca, utilizzandolo per la sottoscrizione e successiva estinzione di una polizza pari a 30.000 euro e, per la restante parte, per altre spese. La confisca ha riguardato dei fondi di contrada Zangara, nelle campagne di Castelvetrano, ricevuti dalla donna in donazione qualche anno addietro.

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