Costume

Favara, Premio Buttitta 2015: il paradiso dei giovani

di Redazione
Pubblicato il Dic 9, 2015
Favara, Premio Buttitta 2015: il paradiso dei giovani
Affollatissimo il salone del Castello Chiaramontano

Affollatissimo il salone del Castello Chiaramontano

Antonio Patti uno dei promotori del premio

Antonio Patti uno dei promotori del premio

Quest’anno la XVII edizione del  “Premio Buttitta” ha istituito al suo interno, fra le tantissime iniziative, un festival canoro intitolato a Rosa Balistreri e manco a dirlo è subito Paradiso dei giovani.

 

Il saluto della presidente del Premio Lina Urso

Il saluto della presidente del Premio Lina Urso

Ed è la stessa presidente del Premio, Lina Urso Gucciardino a gloriarsene giustamente visto la grande partecipazione delle scuole di ogni ordine e grado di tutta la provincia. Il festival è stato coordinato da Stefano Tesè e presentato da Giuseppe Moscato. Non solo musica, comunque per i giovani per i quali è stata allestita la mostra “Leggere per crescere” perché poi il convegno enogastronomico ti prende alla gola e non ti lascia più fino alla serata della premiazione che culmina con una tavolata  di dolci, dolciumi e dolcetti.

Composizione di sabbia di Stefania Bruno

Composizione di sabbia di Stefania Bruno

Favara nella sabbia colorata di Stefania Bruno

Favara nella sabbia colorata di Stefania Bruno

Il buon Natale di Stefania Bruno

Il buon Natale di Stefania Bruno

Quest’anno il gemellaggio consueto è stato stabilito con Palma di Montechiaro. Davvero singolare la coincidenza che due sindaci intimiditi dalla criminalità mafiosa, Rosario Manganella e Pasquale Amato, abbiano consegnato uno dei Premi Buttitta per la legalità al capitano dei carabinieri Gabriele Treleani che dopo sette anni è stato trasferito ad Agrigento.

Ce n’è un’eco nella motivazione a Treleani che si è detto orgoglioso e gratificato di riceverlo per aver partecipato “alla festa della legalità quale momento di crescita della Favara che vuole scommettere il suo sviluppo sociale ed economico nel rispetto delle regole di uno Stato di diritto”.

Il capitano Treleani tra i sindaci Manganella e Amato

Il capitano Treleani tra i sindaci Manganella e Amato

Un po’ tutti significativi  per l’operosità dei premiati  gli altri riconoscimenti che toccano, il teatro, il sociale con l’Aido, il giornalismo, l’arte della ceramica e della pittura, la poesia e la prosa. Due reparti quest’ultimi affollatissimi di partecipanti, molti dei quali provenienti dal circolo di poesia “Il canto di Calliope” di Liliana Arrigo.

Fuori dal coro il bis singolare di Clementina Rotolo che l’anno scorso si era aggiudicata il primo premio dei racconti e che quest’anno ha convinto la  severa giuria con una poesia, “Scrusciu di mari”, quel mare – è scritto nella motivazione, che “sbatte le sue acque e ingoia i corpi di gente disperata insieme ai loro segreti e al loro desiderio di libertà”.

Uno dei premiati, Vincenzo Patti

Uno dei premiati, Vincenzo Patti

Numeroso il reparto saggistica comprendente l’antropologia e la storiografia che insieme all’impegno sociale danno lustro a questo Premio ormai ambitissimo.

Un riconoscimento è stato dovuto a Stefania Bruno per l’impegno creativo che ha mostrato  anche ai presenti  con una performance in cui ha adoperato la sabbia come materiale espressivo che viene plasmato con le sue mani in una continua metamorfosi creativa, quasi un cinema di animazione.

A lei  e alla solist Giusy Pitruzzella con la sua band sono stati tributati lunghissimi applausi.

Le foto sono di Diego Romeo.


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