Lavoro, diminuiscono i disoccupati ma non in Sicilia

Lavoro, diminuiscono i disoccupati ma non in Sicilia

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Aumentano le persone in attività, diminuiscono i disoccupati e anche gli inattivi, ovvero coloro che non cercano occupazione nonostante non ne abbiano una.Sono 69 mila gli occupati in più in un mese secondo la rilevazione dell’Istat ma si tratta per lo più di lavoratori con contratto a termine che rappresentano i tre quarti.

Il dato è positivo anche se confrontato su base annua: ad agosto del 2015, rispetto allo stesso mese del 2014, si contano
325 mila persone a lavoro in più e con questo dato si conferma anche il trend in discesa della disoccupazione che sta ormai sotto al 12%.

Sono dati che fanno esultare il premier Matteo Renzi e, forte dei quali, arriva a Palermo il Ministro del lavoro Giuliano Poletti per partecipare alla Festa dell’Unità. Ma se la situazione è in lieve miglioramento nel paese, in Sicilia non si vedono ancora spiragli e così la contestazione è dietro l’angolo

 ”Il contratto a tempo indeterminato deve costare di meno dei contratti precari” dice il Ministro alla platea dei Cantieri Culturali alla Zisa. E’ questa la ricetta per rilanciare la stabilità del lavoro, ma non precisa come questo debba avvenire. Così’ dalla platea si solleva la prima contestazione: “state abbassando livelli di reddito e sicurezza dei lavoratori stabili, non aiutando gli atipici”, ma il Ministro non risponde, forse neanche riesce a sentire le urla.

“Non credo si debba definire estremista – continua dal palco – una concezione che guarda ai fatti e ai numeri, che dicono che nel 2014 su 100 avviamenti al lavoro, 85 sono avvenuti con contratti di cocopro e cococo. Non è degno di un partito di sinistra non dare una risposta a chi viene avviato al lavoro con questi contratti. Bisogna fare i conti con la realtà” .

La platea è sempre più nervosa durante queste affermazioni e dietro l’angolo c’è la polemica con la Cgil che freme. ma Poletti prosegue ”Chi governa questo Paese deve prendere delle decisioni e  sul versante del lavoro stiamo facendo delle scelte che guardano in questa direzione e cioè che i contratti precari diventino contratti stabili”.

 ”Il governo di oggi è, invece, il soggetto più estremista che c’è in campo – incalza Emilio Miceli segretario generale della Filctem Cgil che dal palco interpreta i mugugni della platea – stiamo assistendo a una campagna denigratoria del lavoratore. Sono state compiute scelte ma sono tutte sbagliate e arrivano nel momento peggiore. Si sono tagliati gli ammortizzatori sociali, la cassa integrazione in deroga. Siamo preoccupati per i licenziamenti collettivi, questione riacciuffata in extremis dal governo in una sorta di rancorosa reazione al mondo del lavoro”.

Quello di Miceli è un attacco frontale che travalica perfino la polemica dei mesi scorsi sull’articolo 18 e accusa Poletti e il governo renzi di distriggere il mondo del lavoro con azioni coscienti e mirate a demolire i lavoratori e demonizzarli per poter togliere loro ogni garanzia

Ma Poletti non ci sta “La verità è che stiamo lottando i contratti precari. Noi diciamo basta a questi schifi qui, che non sono esattamente una cosa di sinistra. E’ stata usata la spesa pubblica per comprare consenso e tessere – accusa lasciando capire che il lavoro fino ad oggi è stato usato come bacino elettorale – e per quanto ci riguarda ci faremo giudicare sui risultati”.

Il Ministro ha poi affrontato il tema Ponte sullo stretto parlando di scelte che farà il governo nella sua totalità e non un solo ministro

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