Politica

Legge elettorale, “Rosatellum Bis”: cosa prevede

Il Rosatellum bis è un sistema misto maggioritario e proporzionale.

Un sistema maggioritario è un sistema che attribuisce un seggio al candidato più votato. Si individuano , cioè, delle porzioni di territorio e si stabilisce che quella porzione di territorio, debba avere un rappresentante. Quindi tra i candidati che si presentano in quel territorio, verrà eletto chi avrà più voti degli altri.

Il sistema proporzionale, invece, distribuisce il numero dei seggi in base al numero di voti che il partito ottiene. Il sistema proporzionale può prevedere liste bloccate, quindi il partito deciderà chi verrà eletto, o la possibilità di scegliere un deputato all’interno della lista del partito.

La legge che la Camera si Appresta a votare, consente ai partiti di indicare con listini brevi e bloccati il 64% dei deputati e lascia agli elettori la scelta del restante 36%. Con l’avvertenza che scegliendo un deputato si sceglie automaticamente tutto il listino predisposto dal partito!

La soglia di sbarramento, cioè la percentuale di voti che i partiti dovranno superare per ottenere l’attribuzione di un seggio, è fissata sia per la Camera che per il Senato al 3%  su base nazionale per  le singole liste (cioè circa 1 milione di voti, rapportato alle elezioni politiche  del  2013), oppure  al  10%, su base nazionale per le coalizioni .

Spariscono le preferenze e quindi anche la doppia preferenza di genere ma è prevista l’obbligatorietà, nella composizione delle liste, di una presenza di genere non superiore al 60%.

Gli elettori, troveranno le istruzioni di voto sulla scheda ed ogni scheda avrà un tagliando removibile, dotato di codice alfanumerico progressivo che sarà rimosso e conservato dall’ufficio elettorale prima dell’inserimento della scheda nell’urna. L’obiettivo è quello di evitare possibili brogli elettorali e la circolazione di schede prestampate. 

Altra importante novità, ancora in discussione in Aula, è il tema del voto per gli studenti e lavoratori fuorisede in Italia. Studenti e lavoratori chiedono, infatti, di poter esercitare il loro diritto al voto nelle città dove hanno domicilio stabile per motivi di lavoro o studio. 

Tornano le liste civetta: i voti dei partiti che non raggiungono i 3% verranno attribuiti alla coalizione.

Le continue modifiche della legge elettorale servono a garantire la stabilità del Governo, essendo il nostro un sistema di democrazia parlamentare. Una democrazia parlamentare, però, che fa ampio ricorso al Governo anche per legiferare. Alla luce di tutto ciò,  non sarebbe, forse,  più coerente coi tempi pensare da una parte, ad una elezione diretta, a suffragio universale, del Governo; e dall’altra  alla scelta dei rappresentanti del territorio, selezionati mediante preferenze, anche multiple; perché se un territorio può esprimere ad esempio 5 deputati, non è forse un diritto dell’elettore poter scegliere 5 tra i candidati proposti? E non è , forse,  un diritto dell’elettore dare loro indicazione sul Governo, votando con separata scheda anche un candidato Premier?

Roberta Zicari

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