Licata, sorpresi con armi in casa: resta in carcere Giuseppe Cosentino, obbligo...

Licata, sorpresi con armi in casa: resta in carcere Giuseppe Cosentino, obbligo di dimora per figlio

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Giuseppe ed Angelo Cosentino

E’ stato convalidato dal gip del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, l’arresto dei licatesi  Giuseppe Cosentino, 48 anni e Angelo Consentino, 25 anni, padre e figlio, colti nella flagranza di reato dai poliziotti del Commissariato di Licata, per detenzione illegale di armi comuni da sparo clandestine con relativo munizionamento. Durante un controllo in casa dei dei due gli agenti hanno scoperto un’arsenale. I due sono finiti in carcere nell’ambito di una vasta operazione di controllo del territorio, finalizzata alla prevenzione e repressione dei reati. L’accusa è di detenzione illegale di armi comuni da sparo clandestine con relativo munizionamento. In particolare, gli agenti in servizio di “Volante” nel corso di un controllo eseguito all’autovettura condotta da Angelo Cosentino in contrada Piano Bugiades, hanno trovato nel vano porta oggetti un proiettile calibro 7,65. Il giovane non è riuscito a spiegare la presenza di quel proiettile, quindi i poliziotti hanno esteso i controlli all’abitazione del ragazzo e del padre, in via Sottotenente D’Arrigo. Perquisita anche una roulotte, che Giuseppe Cosentino usa come mezzo di lavoro essendo il guardiano di una industria ittica. E’ stato trovato una arsenale: 31 cartucce calibro 22 avvolte in un fazzolettino di carta; 60 cartucce calibro 7,65 occultate in un cappello di lana; una pistola semiautomatica di marca Mauser calibro 7,65 con caricatore inserito provo di munizionamento e matricola abrasa; 16 cartucce calibro 12 marca Mb Fiocchi, a piombo spezzato custodite dentro una scatola di cartone, 20 cartucce calibro 7,65 avvolte in un foglio di carta bianco, una carabina ad aria compressa avvolta in un sacco di plastica di colore nero; una pistola semiautomatica, marca Browning con relativo caricatore privo di munizionamento e con matricola abrasa; uno scovolino ed un panno per la pulizia delle armi; un revolver di calibro imprecisato, privo di munizionamento e di guanciole; 355 cartucce calibro 7,65, una custodia in plastica di colore nero, vuota; una scacciacani priva di tappo rosso. Dopo la convalida dell’arresto Il padre resta rinchiuso in carcere; il figlio è stato scarcerato, e il giudice ha disposto per lui l’obbligo di dimora a Licata.

 

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