Mafia, a Roma presenze radicate anche dei clan agrigentini

Mafia, a Roma presenze radicate anche dei clan agrigentini

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I fratelli siculianesi Vito e VIncenzo Triassi

La relazione della Direzione antimafia sul secondo semestre di attività del 2014, presentata al ministro dell’Interno Alfano il 13 luglio scorso, conferma la presenza radicale di tutte le organizzazioni criminali a Roma e nel Lazio. A cominciare da quella siciliana che nella capitale, e in particolare nel litorale, mantiene i suoi traffici tramite un’associazione criminale, il gruppo Triassi, collegata alla famiglia Cuntrera-Caruana. Secondo la Dia, il clan, originario di Agrigento, insieme a un altro della zona, aveva sottoposto a estorsione i gestori delle attività commerciali e turistiche attraverso ogni forma di violenza fisica. Nel basso Lazio, inoltre, la mafia siciliana rimane infiltrata nel Mof (Mercato ortofrutticolo di Fondi (Lt) anche grazie alla presenza di referenti locali, legati alle famiglie di Gela e Catania.
Chi è dedito allo spaccio di stupefacenti nella città e nella regione è la ‘ndrangheta cui sono affiliati anche gruppi criminali originari dall’Europa dell’Est. In aumento, secondo la Dia, i sequestri e le confische nella Capitale in danno a organizzazioni mafiose calabresi. Secondo la Direzione nazionale antimafia, inoltre, la Regione continua a essere considerato un luogo idoneo per trascorrere la latitanza o sfuggire alle lotte fra mafie nel Sud d’Italia. La criminalità d’origine campana, nel Lazio, conferma essere interessata anche nel secondo semestre 2014, alle attività illecite legate a edilizia, ristorazione, turismo, commercio, settore immobiliare, intermediazione finanziaria e grande distribuzione alimentare. La presenza dei Casalesi si conferma nel frusinate e nel pontino oltre alle propaggini di numerosi gruppi, come i Bardellino, e gli Schiavone di Caserta e i Moccia e i Senese di Napoli.

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