Mafia: “Ad uccidere Falcone non fu solo Cosa Nostra”

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Mafia: “Ad uccidere Falcone non fu solo Cosa Nostra”

di Redazione
Pubblicato il Dic 12, 2017
Mafia: “Ad uccidere Falcone non fu solo Cosa Nostra”

“La strategia messa in atto per uccidere Giovanni Falcone e’ frutto di una intelligenza sopraffina, che va oltre la mano che ha fatto esplodere l’esplosivo. Non fu solo la Mafia. Mi auguro di poter assistere al momento in cui sara’ fatta chiarezza, ma non so se ce la faro’ per motivi anagrafici”: a dirlo e’ stato il magistrato Giuseppe Ayala, vicepresidente della Fondazione Falcone, che a Perugia ha incontrato gli studenti ai alcune scuole superiori. Al centro dell’iniziativa promossa dalla Presidenza dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, che ne riferisce in una nota, l’esperienza del pool antimafia. “Con il pool – ha detto Ayala – volevamo restituire dignita’ allo Stato e alla gente per bene, che aspettava che lo Stato facesse capire che c’era. In Italia il problema piu’ grande e’ il tasso di illegalita’. Le organizzazioni criminali si sono infiltrate nel nord del Paese e non lo hanno fatto col tritolo ma hanno trovato porte aperte”. All’iniziativa hanno preso parte anche il procuratore generale della Corte d’appello di Perugia Fausto Cardella, la presidente dell’Assemblea legislativa Donatella Porzi, il presidente della Commissione d’inchiesta “Analisi e studi su criminalita’ organizzata, infiltrazioni mafiose, tossicodipendenza, sicurezza e qualita’ della vita”, Giacomo Leonelli, e il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Marco Squarta.

“Falcone e Borsellino sarebbero orgogliosi della presenza della commissione antimafia in Umbria” ha detto Ayala. “La legalita’ difende parlandone – ha sottolineato Cardella -, convincendo le persone che e’ bello e utile rispettarsi. Devo dare atto alla presidente Porzi che e’ una che mantiene le promesse, si e’ molto adoperata per questo tipi di eventi”. “La liberta’ del sapere – ha quindi sottolineato la presidente dell’Assemblea legislativa – e’ una cosa meravigliosa. Quella di oggi e’ una grande esperienza per la nostra Assemblea, protagonista in questi anni di incontri che vogliono promuovere la cultura della legalita’, che ci deve accompagnare in tutti i ruoli che potremmo ricoprire. La storia italiana recente e’ contraddistinta da personaggi, anche come il dottor Ayala, che hanno sacrificato la propria vita, anche privata, non risparmiandosi e pensando di dover servire lo Stato e rendere un servizio alla comunita’ intera, in un momento in cui non c’era neanche un grande appoggio da parte delle Istituzioni”. Porzi ha ringraziato poi il procuratore Cardella, “presenza costante che ha sempre accompagnato e favorito iniziative di formazione come quelle di oggi, servite per portare testimonianze nella nostra realta’ con un unico obiettivo: crescere nella condivisione di ideali e sviluppare gli anticorpi utili a contrastare le scorciatoie”. Per Leonelli “il senso delle istituzioni, l’educazione alla cittadinanza e la voglia di partecipare in maniera attiva alla costruzione della societa’ del domani, nel solco della legalita’, sono i valori alla base dell’iniziativa che ci vede coinvolti oggi con i magistrati Ayala e Cardella”. “L’esperienza del Pool antimafia, raccontata da due protagonisti diretti di quella pagina fondamentale nella storia del contrasto ai fenomeni mafiosi nel nostro Paese – ha aggiunto – deve far capire agli studenti che la cultura della legalita’ e la determinazione nel combattere la malavita organizzata garantiscono gli elementi sani della societa’ dal pericolo rappresentato da quelle infiltrazioni mafiose da cui, purtroppo, sappiamo essere non del tutto immune anche la nostra regione”


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