Mafia belicina, il primo verbale di Vito Bucceri: “Basta vita da boss”

Mafia belicina, il primo verbale di Vito Bucceri: “Basta vita da boss”

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Antonio Pumilia e Vito Bucceri

Vito Bucceri, bracciante agricolo quarantaquattrenne di Menfi, ha iniziato a collaborare con la giustizia. Bucceri ha già ammesso di far parte di Cosa nostra ed ha riempito centinaia di pagine di verbali.

Oltre 200 pagine fanno parte dei sei verbali che la Dda ha depositato nell’ambito del processo denominato “Icaro”, con 34 richieste di rinvio a giudizio, la cui udienza preliminare si è tenuta oggi ed è stata rinviata a lunedì per la prosecuzione. Le altre udienze sono state fissate per il 15 e 16 novembre prossimi.

Bucceri si è pentito praticamente subito dopo il suo arresto avvenuto nel luglio scorso nel contesto dell’operazione “Opuntia”, un blitz che è stato originato da un’inchiesta a carico di un esponente politico saccense, Leo Vinci e proseguita monitorando il medico Pellegrino Scirica e successivamente proprio Vito Bucceri.

Il primo interrogatorio fissato per il 5 agosto scorso si è rivelato quello buono avvisando il procuratore aggiunto Maurizio Scalia e i sostituti Alessia Sinatra e Claudio Camilleri della sua volontà di collaborare. Queste le prime parole di Bucceri il successivo 18 agosto, formalizzando la sua collaborazione con la giustizia: “Insisto nella volontà di collaborare con l’Autorità giudiziaria e prendo atto degli obblighi e dei doveri che tale scelta comporterà e chiedo di essere interrogato sui fatti inerenti il procedimento penale n 8526/14 a mio carico nel quale devo rispondere del delitto di cui all’art 416 bis cp.

Quanto ai fatti che mi vengono contestati nel suddetto procedimento ammetto gli addebiti e sono pronto a rispondere alle domande dell’ufficio. Voglio liberarmi di questo peso e cambiare completamente vita e riferire tutto quello che so: Ammetto aver fatto parte di Cosa nostra tanto tempo fa tramite Tonino Pumilia che non c’è più perché è morto. Sono entrato e ho cominciato a fare estorsioni e danneggiamenti Pumlia stesso mi ha presentato a Leo Sutera intorno al 2005 Ci siamo visti in campagna da Sutera con la scusa dei cavalli poi ci sono tornato e a poco a poco Pumlia mi ha fatto scuola e ho cominciato a mettere bottiglie alle imprese. Andavo con Pumilia e c’era Sutera. Sapevo chi era Sutera e Pumilia mi aveva aggiornato che comandava lui e che potevo avere fiducia se avevo problemi. Sono in grado di dire che sono uomini d’onore di Sambuca Leo Sutera tale Antonino deceduto. Omissis

E poi: Pietro Campo di Santa Margherita Belice e dirige tutto quanto quando non c’è Sutera Leo”

Gli omissis sono a decine e fanno presagire una nuova ed efficace offensiva contro Cosa nostra della Vallo del Belice.

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