Mafia: blitz Agrigento; Gip, colpita area influenza Messina Denaro

Redazione

Apertura

Mafia: blitz Agrigento; Gip, colpita area influenza Messina Denaro

di Redazione
Pubblicato il Gen 23, 2018
Mafia: blitz Agrigento; Gip, colpita area influenza Messina Denaro

Negli ultimi anni si e’ condolidato “un nuovo corso in seno a Cosa nostra agrigentina” con il ritorno, nelle posizioni di vertice, di storici esponenti mafiosi di rilievo, “piu’ allineati alle posizioni dell’attuale latitante Matteo Messina Denaro”. Lo sottolinea il Giudice per le indagini preliminari Filippo Serio nell’ordinanza dell’inchiesta “Montagna” che ha smantellato ieri le cosche della provincia di Agrigento, con 57 arresti, tra cui il sindaco di San Biagio Platani. Un blitz che ha quindi colpito duramente un’area sottoposta all’influenza del superlatitante di Castelvetrano (Trapani). E’ stata fatta luce su una mafia – e’ stato detto dagli inquirenti – ortodossa, rigida, strutturata attiva e vitale, che rivendica la sua appartenenza a Cosa nostra. E che in Messina Denaro, spiega il giudice, trova il suo riferimento stretto. Ecco perche’ per chi indaga l’operazione e’ servita “a stringere ancora di piu’ il cerchio attorno al latitante”.

L’ininterrotta attivita’ investigativa e giudiziaria, argomenta il Gip, ha seguito le dinamiche del fenomeno mafioso in modo da monitorare l’ascesa al potere di nuovi boss pervenendo cosi’ all’arresto di Giuseppe Falsone, catturato il 25 giugno 2010 a Marsiglia, “il punto conclusivo di un’ampia attivita’ di repressione, grazie alla quale e’ stata pian piano smantellata nell’area agrigentina gran parte della mafia: in particolare con l’operazione “Camaleonte”, conclusasi il 6 marzo 2007; “Mercurio”, dell’aprile 2008; “Scacco Matto”, del 4 luglio 2008; “Agora’”, del 5 dicembre 2008; “Minoa”, del 27 novembre 2009; “Maginot”, del 14 luglio 2011, che, dopo l’arresto di Falsone ha consentiva la cattura di 10 fedelissimi all’ex capo di Cosa nostra agrigentina. Il 23 ottobre 2010, e’ stato tratto in arresto Gerlandino Messina, altro latitante che nel contesto dell’organizzazione cosa nostra di Agrigento, ha rivestito un ruolo di assoluto rilievo. Sulla base di tali premesse, prosegue il Gip, “si sono sviluppate le indagini successive alla cattura nel 2010 dei due ex latitanti agrigentini, che hanno condotto al disvelamento dei nuovi assetti criminali e, nel giugno 2012, all’operazione di polizia ‘Nuova Cupola’ che ha sancito la fine dell’egemonia di Giuseppe Falsone e contestualmente ha segnato l’inizio di un nuovo corso in seno a Cosa nostra agrigentina con il ritorno, nelle posizioni di vertice, di storici esponenti mafiosi di rilievo, piu’ allineati alle posizioni dell’attuale latitante Messina Denaro”.


Dal Web


Copyright © anno 2017 - Edizioni Grandangolo - Via Mazzini, 177 -
Numero telefonico: 351 533 9611- 92100 Agrigento - Codice Issn: 2499-8907 -
Iscrizione R.O.C.: 22361 - Registrazione al Tribunale di Agrigento n. 264/04