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Mafia, Ciancimino: “Lettera a Berlusconi, boss volevano che rispettasse i patti”

“Cosa nostra voleva che Berlusconi rispettasse i patti, voleva i vantaggi che erano stati auspicati e l’aiuto che avrebbe dovuto dare alla mafia”. Lo ha detto Massimo Ciancimino, proseguendo la sua deposizione fiume al processo sul sulla trattativa tra Stato e mafia, in corso all’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo. Ciancimino, rispondendo alle domande del pm Nino Di Matteo e del pm Francesco Del Bene, ha spiegato il contenuto di un appunto trovato durante una perquisizione del 2005 nella sua abitazione. Secondo quanto dice Ciancimino in aula, la lettera sarebbe stata indirizzata all’ex Presidente del Consiglio e leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, attraverso la mediazione di Marcello  Dell’Utri. “…Intendo portare il mio contributo (che non sarà di poco) perché questo triste evento non ne abbia a verificarsi. Sono  convinto che questo evento onorevole Berlusconi vorrà mettere a disposizione una delle sue reti televisive”, si legge. Secondo Massimo Ciancimino, teste e imputato del processo, una minaccia, neppure tanto velata, a Berlusconi. Ciancimino junior ribadisce poi di avere avuto la lettera direttamente da suo padre: “Poi la consegnai credo a Pino Lipari. Le persone vicine a Provenzano potevano dare il documento a Dell’Utri”. Adesso c’è una pausa di un quarto d’ora. L’udienza riprenderà alle 12.15.

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