Mafia, cittadinanza onoraria di Milano a procuratore Di Matteo

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Mafia, cittadinanza onoraria di Milano a procuratore Di Matteo

di Redazione
Pubblicato il Apr 4, 2016
Mafia, cittadinanza onoraria di Milano a procuratore Di Matteo

Il vicesindaco di Milano Francesca Balzani ha conferito la cittadinanza onoraria al magistrato Antonino di Matteo, presidente dell’Anm di Palermo. La cerimonia si è tenuta questo pomeriggio, nella Sala Alessi di Palazzo Marino, sede dell’Amministrazione meneghina. “Milano riconosce in lui la propria vocazione di città antimafia, come comunità civile che negli ultimi anni ha contrastato con forza e con determinazione l’infiltrazione delle cosche sul territorio – si legge nella motivazione- . Il conferimento della cittadinanza onoraria di Milano ad Antonino Di Matteo è il sigillo civico posto su una comunanza di valori e di azione nella lotta contro l’oppressione mafiosa, per la libertà, la legalità e la Costituzione repubblicana”. Alla cerimonia sono intervenuti anche il Presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo, il Presidente della Commissione consiliare Antimafia David Gentili e i Consiglieri comunali Anita Sonego e Matteo Forte. Era stata, infatti, l’Aula consiliare ad approvare all’unanimità la delibera per il conferimento dell’onorificenza lo scorso 15 febbraio “Magistrato è un servitore dello Stato che non arretra di fronte alle minacce delle cosche, che lo costringono a vivere sotto scorta da oltre vent’anni” si legge ancora nella motivazione, che ricorda che il “Sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta nel 1991, diviene pubblico ministero a Palermo nel 1999, e intraprende una serie di inchieste cruciali sulle stragi di mafia, ottenendo successi decisivi nelle indagini sull’uccisione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e degli agenti delle rispettive scorte e sugli omicidi di Rocco Chinnici ed Antonino Saetta. Più volte minacciato di morte anche dal boss Totò Riina di cui aveva ottenuto la condanna all’ergastolo, ha proseguito nel suo impegno di magistrato senza arretramenti, suscitando nella sua città e nel Paese un vasto movimento di consapevolezza civile contro le mafie”.


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