Mafia, Germanà: “Attentato perchè ero ostacolo da abbattere”

Mafia, Germanà: “Attentato perchè ero ostacolo da abbattere”

0
SHARE
Rino Germanà

Quando nel giugno del 1992 Paolo Borsellino seppe che il superpoliziotto Rino Germanà veniva trasferito d’urgenza dalla Criminalpol di Palermo al Commissariato di Polizia di Mazara del Vallo (facendogli fare tra l’altro un clamoroso passo indietro nella carriera), “si rabbuiò”. E’ quanto ha raccontato oggi Germanà – dal 1 maggio in pensione, l’ultimo incarico è stato come questore di Piacenza, un passato anche da capo della Squadra Mobile di Agrigento, – in audizione davanti alla Commissione parlamentare Antimafia. “Borsellino era contrariato, non la prese bene. Mi disse: “vieni e ne parliamo”, ha detto il poliziotto ai parlamentari. “Ci incontrammo il 4 luglio e Borsellino mi disse: “preparati a venire a Palermo”, ha aggiunto. Ma il 19 luglio il magistrato fu assassinato e il 14 settembre anche Germanà fu vittima di un attentato al quale miracolosamente riuscì a sfuggire. Germanà era diventato capo della Squadra mobile di Trapani nel 1987, nel periodo in cui Borsellino aveva assunto l’incarico di procuratore di Marsala. Magistrato e poliziotto si erano quindi ritrovati a lavorare accanto in alcune indagini e il magistrato aveva apprezzato il lavoro del poliziotto tanto da chiedere la sua applicazione alla Criminalpol di Palermo. Ma ad un’inchiesta su mafia e Banca Sicula e alcune indagini che in certo qual modo avevano sfiorato l’ex ministro Dc Calgero Mannino – indagini di cui oggi il questore ha parlato alla Commissione Antimafia – fece seguito l’ordine di tornare a Mazara del Vallo. “Professionalmente il trasferimento mi dispiacque – ha raccontato il poliziotto ai parlamentari dell’Antimafia – ma poichè mia moglie è originaria di Mazara e si vive anche di relazioni e di sentimento…”. Oggi la Commissione Antimafia ha fatto propria la proposta che nel giugno dello scorso anno avevano avanzato, attraverso una interrogazione al ministero dell’Interno, il deputato Pd Davide Mattiello e la senatrice Pd Lucrezia Ricchiuti: il conferimento a Germanà della medaglia d’oro al Valor Civile. “Un atto dovuto – dice Mattiello – il questore fu responsabile di inchieste scomode relative al rapporto tra mafia e politica nel trapanese. Un lavoro che negli anni seguiti al suo trasferimento fuori dalla Sicilia è stato continuato efficacemente dal dott. Linares. Colpisce che da due anni a questa parte anche Linares sia stato trasferito fuori dalla Sicilia: gli apparati di sicurezza del nostro Paese non dovrebbero privarsi di simili patrimoni di conoscenza e professionalità legati a determinati territori”. Ma sul punto Germanà si limita a rispondere: “la domanda va fatta a chi lo ha spostato: ci sono logiche a cui non so rispondere. Sarà stato fatto per motivi funzionali”. Sull’opportunità invece di celebrare il processo trattativa Stato-Mafia, risponde all’Ansa “E’ da fare: bisogna accertare la verità dei fatti. E’ un periodo che va approfondito. Come le sentenze vanno rispettate anche quando non si condividono, così i processi vanno rispettati anche se non si condividono”. Il questore è stato sentito dal Pm di Matteo nell’ambito del processo Stato-Mafia sia sul fallito attentato contro di lui del 1992 sia su una serie di inchieste che il poliziotto condusse negli anni Novanta. Infine sul suo attentato: “Ero un ostacolo da abbattere, potevo costituire un ostacolo per Cosa nostra. Chi mi sparò erano gli artefici delle stragi del ’92, rientravo nella strategia stragista”. Del fallimento di questo attentato Totò Riina, a fine 2013, si lamentò in carcere nel corso di una conversazione con un altro carcerato durante l’ora d’aria, nella stessa in cui pronunciò terribili minacce di morte al Pm della trattativa Nino di Matteo.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *