Mafia, Riina attacca un pentito e dice: “Mio cognato Bagarella è un...

Mafia, Riina attacca un pentito e dice: “Mio cognato Bagarella è un galantuomo”

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“Mio cognato e’ un galantuomo e non ha fatto arrestare ne’ a me ne’ ad altri. Grado poteva risparmiarsi di lanciare questa pietra nello stagno…”. Lo ha detto il capomafia corleonese Toto’ Riina, che e’ intervenuto in video collegamento dal carcere di Parma nel processo per la trattativa Stato-mafia, in difesa del cognato, il boss Leoluca Bagarella, che nella precedente udienza era stato accusato dal pentito Gaetano Grado di averlo tradito facendolo arrestare dai carabinieri. A seguire, le dichiarazioni spontanee di Leoluca Bagarella: “Grado ha detto che io nel 1963 avrei fatto arrestare Toto’ Riina, che allora non era ancora mio cognato e mio fratello. Faccio presente che Riina fu arrestato a fine novembre 1963 e io a giugno del 1964. Mentre mio fratello non e’ mai stato arrestato -ha detto- era ed e’ tuttora latitante”. Bagarella ha fatto presente alla Corte d’assise presieduta da Alfredo montalto che “suo cognato (Riina, ndr) ha fatto confusione tra il 1993 e l’episodio del 1993. Grado -ha proseguito il boss- farebbe bene a farsi i fatti suoi e, al posto di raccontare queste invenzioni a distanza di 50 anni, dovrebbe invece dire cosa fece con Contorno quando fece fece arrestare 162 persone, procedimento poi confluito nel maxi processo”.

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