Mangiacavallo (M5S) ad Agrigento: “Beviamo acqua francese”. Il caso Sicilia acque

Mangiacavallo (M5S) ad Agrigento: “Beviamo acqua francese”. Il caso Sicilia acque

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I deputati Giarrusso e Mangiacavallo con la consigliera Carlisi

Un momento dell'incontro
Un momento dell’incontro
L’appuntamento era fissato alle ore 17 al Portapò, dove il Movimento 5 Stelle di Agrigento invitava i cittadini per un “Aperiacqua”. L’incontro è risultato affollato di deputati (il regionale Mangiacavallo e il nazionale Giarrusso), ex sindaci, consiglieri comunali come Nello Hamel che da tempo conduce una opera di lotta chiarificatrice sui complessi e talora illegali meccanismi delle bollette idriche. Mario Giarrusso, senatore della Repubblica, è stato estensore di interrogazioni al Senato riguardo la possibilità di interdizione del servizio idrico per l’attuale gestore. Matteo Mangiacavallo ha parlato della nuova legge regionale, la 19 del 2015, dell’impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri e di tutte le resistenze che si affrontano per portare la gestione dell’acqua verso quanto auspicato dai cittadini con il referendum del 2011. Interventi numerosi di
attivisti e non, esperti del settore, che hanno detto la loro ai cittadini come difendersi dai più comuni disservizi all’insegna dello slogan “ Un cittadino informato è un cittadino che fa rispettare i suoi diritti”. A Matteo Mangiacavallo abbiamo chiesto di spiegarci alcuni degli enigmi che avvolgono la poca nominata “Sicilia acque”, che sarebbe come risalire, in maniera casalinga, alla “testa dell’acqua” e le ultime notizie che avvolgono, anche qui in maniera contraddittoria, i movimenti per la formazione del nuovo governo regionale –
“Sicilia acque” è una anomalia tutta siciliana. In questi giorni ci stanno imponendo una legge sulle risorse idriche, la 19 del 2015, e non capisco ancora com’è che lo Stato italiano non ha impugnato quella che è una vera anomalia. In Sicilia abbiamo a differenza di tutte le altre regioni, una società che gestisce il sovrambito, una società che recupera l’acqua dagli invasi principali e la distribuisce ai gestori che ci ritroviamo in ogni provincia e nella fattispecie Girgenti acque. Sicilia acque all’inizio era una società a capitale prevalentemente pubblico adesso si trova con un 75% controllata dalla Veolias spa, società multinazionale francese che gestiva l’acqua a Parigi dove adesso l’acqua è diventata pubblica. Di fatto noi abbiamo la proprietà dell’acqua francese in Sicilia che dovrebbe determinare le tariffe. La vera speculazione sull’acqua paradossalmente è fatta da Sicilia acque che vende l’acqua a 80 centesimi e passa al metro cubo e poi il gestore deve caricarci il suo guadagno”.
I personaggi che stanno all’interno di Sicilia acque chi sono? Quelli dell’Anas li abbiamo scoperti l’altro giorno con l’ennesimo scandalo delle cricche vetero-democristiane.
“Prima c’era l’Enel che adesso ha venduto la sua quota azionaria alla multinazionale francese. Di fatto c’erano interessi che muovevano questa baracca, di altro non saprei, però di fatto siamo in mano a una multinazionale straniera”.
Sono notizie non molto diffuse ai cittadini.
“Si, solitamente non ci si fa caso e normalmente ci riferiamo a Girgenti acque e quindi all’ambito territoriale. In Sicilia purtroppo durante il governo Cuffaro ci è stato fatto questo regalo in due forme diverse. Non era previsto questo sovra-ambito e stranamente lì il governo nazionale non ha impugnato la norma e invece nel caso della norma di cui parliamo in questi giorni decide di impugnarla in buona parte”.
Su tutto questo mi pare c’è un silenzio complice, le triangolazioni per formare il governo regionale hanno il sopravvento.
“Sono scettico da questo punto di vista. Oggi apprendiamo da alcuni giornalisti che l’Ncd avrebbe aderito al governo Crocetta e quanto prima farà parte della Giunta. Siamo al quarto governo Crocetta nel giro di tre anni”.
Neanche una settimana fa Schifani aveva detto schifezze sul governo Crocetta.
“Anche Alfano aveva detto che si limitava ad un appoggio esterno oggi invece apprendiamo che entrano in Giunta. Ma non sono queste le questioni che interessano i cittadini, interessa che le cose si sblocchino e comincino a funzionare. Da tempo attendiamo una partenza e oggi abbiamo una quarta ripartenza di un governo che ha già fallito tre volte. Se ci fosse tempo e se la Sicilia non stesse affondando direi “vabbè aspettiamo vediamo che succede” ma qui non c’è proprio tempo da perdere. Quello che mi aspetto dal governo Crocetta di fronte all’impugnativa del governo Renzi è che quantomeno abbia la dignità di difendere lo Statuto e di non presentarci in assemblea una modifica della norma. C’è stato un ricorso alla Corte costituzionale dal governo Renzi e ha detto “ se voi modificate la norma come di prassi state facendo ogni volta noi siamo disposti a ritirare il ricorso”. Ora, di fronte a questa forma di ricatto velato ci vuole una risposta politica tipo “continuate a portare avanti il ricorso dinanzi la Corte Costituzionale” e noi resisteremo dinanzi alla Corte costituzionale, questo farebbe un governo con la schiena dritta. Siccome il governo Crocetta non ha la spina dorsale probabilmente avranno la sfacciataggine di produrre una modifica normativa e peggiorativa e avranno pure l’indecenza di portarcela in Parlamento. A quel punto come Movimento 5Stelle insieme ad altri rigetteremo questa norma e diremo “votatevela voi”. Così giocheremmo a carte scoperte e se Ncd e Pd voteranno questa norma diranno chiaramente ai cittadini che loro sono chiaramente per l’acqua privata”.
Ad Agrigento abbiamo un sindaco che è stato deputato regionale e quindi non poteva non sapere ieri e oggi non può non sapere come stanno le cose idriche e non alla Regione. Una sua recente “ circolare” ai consiglieri comunali ha suscitato dibattiti e pareri interessati. Sarà una bella prova per definire il ruolo del consigliere comunale, oggi svuotato e precario, una prova anche per i due vostri rappresentanti in Consiglio.
“Sicuramente, io ho considerato l’uscita del sindaco Firetto come una forma di scivolone, quasi quasi anticipava l’impugnativa e poi accennava a populismi e demagogia. Non so se a quel punto il sindaco intendeva rappresentare il ruolo di primo cittadino di Agrigento o il ruolo di cognato, credo, di un dipendente della Girgenti acque. In quel momento ha confuso il suo doppio ruolo. Nelle competenze esclusive in materia di acqua e soprattutto quelle che riguardano l’articolo 14 dello Statuto siciliano si dice che la Regione siciliana può legiferare in maniera autonoma rispetto alle altre regioni e bisogna difenderle queste prerogative. Non vedo perché di fronte a quella che è una impugnativa annunciata dovremmo, papale papale, calarci le braghe”.
Come la motivate questa dimenticanza della Sicilia nella recente manovra di Renzi, nonostante le promesse? I deputati regionali non hanno ancora aperto bocca.
“Non è una dimenticanza. Ci siamo infilati in un pantano entrando in una Unione europea che ci sta dissanguando, stanno riducendo quello che sono i servizi ai cittadini a tasse sempre più alte, vorrebbero farci capire il contrario perché gli annunci ci dicono che non mettono mani nelle tasche dei cittadini e poi ci accorgiamo che aumenta tutto. La dimenticanza non è una novità, la regione Sicilia contribuisce alla sanità pubblica col 49% mentre le altre regioni contribuiscono col 41%. Sta lì la differenza, le altre regioni si fanno sentire, quella siciliana dimostra di essere succube delle indicazioni provenienti da Roma, è un governo commissariato dallo Stato centrale il cui obiettivo è quello di ridurre le Regioni a semplice cartello delle tasse di una centralizzazione del potere. Ci aspettiamo una resistenza, ci aspettiamo che le regioni facciano la loro parte. Soprattutto quella siciliana”.

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