Maria Iacono (PD) scrive al Ministro dell’Agricoltura :” Quali iniziative per la...

Maria Iacono (PD) scrive al Ministro dell’Agricoltura :” Quali iniziative per la pesca siciliana?”

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La deputata nazionale del Partito Democratico, Maria Iacono ha presentato un’interrogazione al Ministro delle Risorse agricole, alimentari e forestali, con delega alla pesca, Maurizio Martina, per chiedere chiarimenti e spiegazioni in merito al recente provvedimento assunto dalla Direzione generale Pesca, che ha escluso la Sicilia dalle cosiddette “quote tonno”, arrecando in tal modo un danno gravissimo all’economia di quella parte di flotta peschereccia siciliana che pratica in forma prevalente la pesca artigianale come principale attività di mare.

“Questo provvedimento costituisce un colpo ferale alle già precarie condizioni economiche del comparto” – ha dichiarato l’On. Iacono – “se si tiene conto del fatto che il Mediterraneo registra ogni anno di più un esponenziale aumento di tonni, il cui alimento prevalente sono proprio quelle specie di pesce azzurro, acciughe e sardine in primis, che in tal modo rischiano di scomparire dal mare con gravissimo ed evidente pregiudizio per quella gran quantità di armatori e pescatori che fra mille difficoltà, spesso di ordine burocratico, oltre che economico, tengono in piedi il comparto della pesca artigianale, che in Sicilia assume per questo dimensioni di gran lunga maggiori che nel resto d’Italia”.

Maria Iacono ha voluto poi manifestare pubblico sostegno alla battaglia intrapresa dall’Assessore Regionale Antonello Cracolici, il quale ha convocato sul tema il Consiglio Regionale della pesca, dichiarandosi disponibile a supportarlo rispetto ad ogni possibile iniziativa che si riterrà utile per tutelare la pesca siciliana.

La parlamentare del PD ha pertanto chiesto al Ministro Martina quali iniziative intende assumere per salvaguardare il comparto della pesca siciliana, rimediando agli effetti nefasti di un provvedimento che fra le altre cose muove in direzione esattamente opposta a quanto recentemente stabilito dalle Istituzioni Comunitarie, le quali hanno decretato, attraverso apposite direttive, l’equa ripartizione delle quote tonno fra tutte le regioni italiane dove si pratica attività di pesca.

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