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Mercanti di uomini: 3 extracomunitari arrestati: c’è anche quello della strage di Lampedusa (vd)

Associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina aggravata dalla transnazionalità. E’ l’accusa contestata a tre immigrati arrestati dalla polizia di Stato di Palermo ed Agrigento, in collaborazione con la Capitaneria di Porto. Gli stranieri avrebbero organizzato una serie di viaggi a bordo di gommoni, provenienti da porti libici che hanno raggiunto, attraversando il Canale di Sicilia, le coste siciliane. I fatti risalgono all’anno in corso: i trafficanti, dietro il pagamento di un corrispettivo di 2400 dollari per ciascun migrante, promettevano e garantivano il raggiungimento, attraverso la Sicilia, di mete nordeuropee. Tra gli arrestati anche l’organizzatore di uno dei viaggi tra la Libia e Lampedusa nel corso del quale è avvenuto in alto mare il drammatico naufragio che ha causato la morte di 366 migranti e in ordine al quale soltanto 29 corpi sono stati recuperati. Gli stessi sarebbero anche responsabili di avere favorito la fuga di numerosi migranti dai centri di accoglienza, garantendo supporto logistico per spostarsi mantenendo la clandestinità. Sono in corso ricerche per la cattura di un quarto migrante, attualmente latitante.

Violenze di ogni genere, minacce, aggressioni senza sosta, vessazioni. Sono le torture a cui sono stati sottoposti centinaia di migranti che dalla Libia volevano raggiungere le coste siciliane per poi proseguire per il Nord Europa. Il retroscena è emerso dall’operazione della Squadra Mobile di Palermo e di Agrigento che all’alba di oggi ha portato all’arresto di tre uomini, accusati di aver organizzato ”almeno 5 viaggi” dalla Libia alla Sicilia. ”E’ stato un lavoro di intelligence che non è finito oggi – spiega il dirigente della Squadra Mobile, Rodolfo Ruperti – è una buona pista investigativa che seguiremo fino in fondo”.

Sono numerose le violenze emerse sia dalle intercettazioni che dai racconti dei testimoni che sono stati ascoltati dagli investigatori negli ultimi mesi. Come conferma il vicedirigente della Squadra Mobile Carmine Mosca che spiega: ”I tre arrestati erano i referenti italiani dell’organizzazione criminale – spiega Mosca – dalle intercettazioni emerge che i trafficanti prendevano i profughi al confine della Libia. I poveri migranti subivano vessazioni e violenze di ogni genere. A volte erano costretti persino a pagare il cibo e l’acqua, nonostante avessero pagato migliaia di euro per il viaggio in gommone”.

 

 

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