Omicidio Truisi, Procura: “Delitto maturato in ambienti degradati”

Omicidio Truisi, Procura: “Delitto maturato in ambienti degradati”

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Arresti omicidio Truisi, la conferenza stampa, da sx: il Pm Cinque, il procuratore Di Natale, l'aggiunto Fonzo, il capo della Mobile, Minardi

Ucciso per un debito tra i due e i tre mila euro: sarebbe questo il movente, secondo la polizia e la Procura, che ha scatenato l’omicidio di Angelo Truisi, 22 anni di Licata. Uno dei tre arrestati, Salvatore Gueli, è stato fermato, stanotte, dallo Sco a Colonia, in Germania. Secondo quanto è stato ricostruito in una conferenza stampa, tenuta in Procura ad Agrigento, lo scorso 24 gennaio, tre giorni dopo il rinvenimento del cadavere di Angelo Truisi, Gueli “sentendosi braccato – hanno spiegato i poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento e la Procura – si è trasferito a Colonia da alcuni parenti, sottraendosi di fatto anche all’interrogatorio”.
Diego Catania, 22 anni, invece, hanno ricostruito gli investigatori, era stato indagato fin dall’inizio. Gli erano state anche sequestrate due macchine per sottoporle a vari esami. Accertamenti che, però, non avrebbero permesso di scoprire tracce particolari. “Licata – hanno detto il procuratore capo Renato Di Natale e l’aggiunto Ignazio Fonzo – è una terra il cui ambiente è particolarmente degradato. Lo dimostrano i continui, efferati, omicidi”. Le indagini sono state svolte in maniera tradizionale, senza alcuna intercettazione. Diego Catania ed Angelo Cannizzaro, 20 anni, sono stati interrogati più volte dalla polizia. E “ogni volta – hanno spiegato durante la conferenza stampa – hanno fornito una versione diversa o comunque forti sono state le contraddizioni”.

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