Operazione “The Wall”, a casa di uno degli indagati chiavi di una...

Operazione “The Wall”, a casa di uno degli indagati chiavi di una banca

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Michele Cirrincione, Francesco Conigliaro, Pietro Curti, Michele Maria Gandolfo,Ignazio La Manna; sotto, Pietro La Placa, Vito Leale, Pietro Madonia, Massimo Tarantino, Carlo e Paolo Valpa

È a casa di Paolo Valpa, 48 anni, di Palermo, che i Carabinieri hanno ritrovato le chiavi di accesso originali della filiale della Banca Intesa San Paolo di Santa Margherita di Belice. È una delle numerose contestazioni specifiche formulate dal Pm Michele Marrone e contenute nel fascicolo d’indagine scaturito dall’operazione denominata “The Wall”, quella che la scorsa settimana ha permesso di sgominare una presunta “Banda del buco” quella composta da otto palermitani che per agire nei cinque episodi loro contestati messi a segno tra il 2012 e il 2013 tra Sambuca, Menfi e Santa Margherita si appoggiavano su un gruppo di “talpe”, composto da quattro “informatori”, gruppo quest’ultimo di cui avrebbe fatto parte anche addirittura un bancario, Michele Maria Gandolfo, 61 anni, dipendente infedele dello stesso istituto di credito margheritese.

Della banda oltre a Paolo Valpa avrebbe fatto parte anche il fratello Carlo, di un anno più piccolo. Entrambi, nell’interrogatorio di garanzia hanno respinto ogni addebito nei loro confronti, come aveva fatto nelle ore immediatamente successive alla notifica degli arresti domiciliari a suo carico anche il sambucese Pietro Curti, preferendo subito dopo fare scena muta. Cosa fatta da tutti gli altri indagati (i palermitani Vito Leale, ritenuto il “capo”, ma anche Pietro Madonia, Michele Cirrincione, Ignazio La Manna, Pietro La Placa e Francesco Conigliaro, i sambucesi Massimo Tarantino, Rocco D’Aloisio e Michele Maria Gandolfo), i quali al momento hanno tutti preferito avvalersi della facoltà di non rispondere.

Il Gip in ogni caso ha confermato le misure cautelari a carico di tutti gli indagati, alleggerendo solo quella nei confronti di Pietro Madonia, a cui sono stati concessi gli arresti domiciliari per accertate ragioni di salute. Domiciliari ai quali erano già da subito sia Gandolfo, sia Curti.

Per gli inquirenti in un caso i ladri nella prima dei cinque fatti a loro carico risalente al primo giugno 2012, i ladri sarebbero riusciti ad entrare nella filiale della Banca Intesa San Paolo di Santa Margherita da una finestra vasistas alla quale erano stati allentati i perni dall’interno.

Il bottino quella volta fu sostanzioso: centomila euro, cifra quasi simile al colpo di due mesi dopo, l’8 agosto alla Banca di Credito Cooperativo di Sambuca di Sicilia. Altri tre episodi riguardano tentativi di rapina: uno a Sambuca, uno a Santa Margherita e uno infine a Menfi. Le intercettazioni degli investigatori hanno permesso di accertare perfino che i ladri conoscevano i nomi e, in qualche caso, i soprannomi degli impiegati delle banche finite nel mirino.

 

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