Processo Borgo Scala dei turchi”, il 12 luglio sentenza e rinvii a giudizio

Redazione

Agrigento

Processo Borgo Scala dei turchi”, il 12 luglio sentenza e rinvii a giudizio

di Redazione
Pubblicato il Giu 21, 2018
Processo Borgo Scala dei turchi”, il 12 luglio sentenza e rinvii a giudizio

Il processo relativo alla vicenda del Borgo della Scala dei Turchi, il cosiddetto “Villaggio dei vip”, il complesso di villette finite sotto sequestro, quattro anni fa, perché, secondo la Procura della Repubblica, presenterebbero, nella costruzione, alcune irregolarità è arrivato al punto di svolta.

Il dibattimento è finito oggi con le repliche del pubblico ministero, Antonella Pandolfi e le controrepliche degli avvocati difensori degli imputati.

Si torna in aula, siamo davanti al Gup, Francesco Provenzano, il prossimo 12 luglio giorno in cui il giudice Provenzano deciderà, con sentenza, su quanti hanno scelto il rito abbreviato e provvederà a rinviare a giudizio o meno gli imputati che hanno scelto il rito ordinasri.

Gli imputati sono: l’ex sindaco di Realmonte Giuseppe Farruggia, il fratello Giuseppe (difesi dall’avv. Enrico Quattrocchi), progettista il primo e direttore dei lavori il secondo; gli imprenditori Gaetano Caristia e Sebastiano Comparato di Siracusa della Comaer edilizia (difesi dagli avv.ti Luigi Restivo e Giusy Scavuzzo); i tecnici dell’impresa Giovanni Barraco e Daniele Manfredi (difesi dagli avvocati Restivo e Antonino Sammartano); i funzionari del Comune di Realmonte Cristoforo Sorrentino (difeso dall’avv. Leonardo Marino) estensore del parere istruttorio della lottizzazione e Giuseppe Vella (difeso dall’avv. Giuseppe Scozzari) dirigente dell’ufficio tecnico; dei funzionari della Soprintendenza Antonino Terrana (difeso dall’avv. Scozzari), già dirigente del Servizio beni paesaggistici; Vincenzo Caruso (difeso dall’avv. Gaetano Caponnetto), Calogero Carbone (difeso dall’avv. Alessandro Patti) e Agostino Friscia difeso dall’avv. Sergio Indelicato

Quattro hanno scelto il rito abbreviato: Gaetano Caristia, Sebastiano Comparato, Giovanni Francesco Barraco, e Antonino Terrana.

Il pubblico ministero, Antonella Pandolfi, che rappresenta l’accusa ha ribadito che “Le indagini hanno confermato la responsabilità degli imputati che sono da condannare o rinviare a giudizio”.

Il 12 luglio, dunque, sarà il giorno della verità.


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