Processo “Proelio”, chiesti 4 anni e 2 mesi per il pentito favarese Giuseppe Quaranta

Redazione

Favara

Processo “Proelio”, chiesti 4 anni e 2 mesi per il pentito favarese Giuseppe Quaranta

di Redazione
Pubblicato il Lug 11, 2018
Processo “Proelio”, chiesti 4 anni e 2 mesi per il pentito favarese Giuseppe Quaranta

Quattro anni e due mesi di reclusione sono stati chiesti dal Pubblico ministero Valentina Sincero per Giuseppe Quaranta, pentito di mafia favarese, nell’ambito del processo stralcio dell’inchiesta denominata “Proelio” che si celebra davanti al Gup del Tribunale di Catania, Salvatore Ettore Cavallaro.

Il processo con rito ordinario, invece,  vede imputate vede imputate una quarantina di persone quasi tutte catturate  dai carabinieri del Nucleo investigativo di Ragusa,  e vede (tra gli altri) imputati anche numerosi agrigentini: Francesco Fragapane di Santa Elisabetta, figlio di Salvatore, Roberto Lampasona di Santa Elisabetta e Antonino Mangione di Raffadali.

L’inchiesta Proelio ha consentito di accertare che il clan di “Cosa nostra” operante a Vittoria e Comiso, negli ultimi anni, si era dedicato al traffico di cocaina, che acquistava dalla Calabria, da soggetti legati alle ‘ndrine operanti della piana di Gioia Tauro, per poi smerciarla in tutta la provincia di Ragusa e anche nella provincia di Agrigento.

L’indagine ha anche permesso di ricostruire i legami tra gli esponenti di “Cosa nostra vittoriese” e i clan della medesima organizzazione criminale operanti nella provincia di Agrigento, nello specifico appartenenti al clan Fragapane, il cui capo clan, Salvatore, rappresentante di “Cosa nostra” per la provincia di Agrigento, è detenuto in quanto condannato all’ergastolo anche per la scomparsa e l’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del collaboratore di giustizia.

Nell’inchiesta finirono anche altri agrigentini: Salvatore Montalbano, 25 anni di Favara, Antonino Manzullo, 52 anni di Burgio e Girolamo Campione, palermitano residente a Burgio.

Quaranta, fresco di condanna per abusivismo edilizio, conoscerà il suo destino il prossimo 17 settembre.


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