Rocco Chinnici ricordato dal “Caffe’ letterario” dei poliziotti-scrittori

Rocco Chinnici ricordato dal “Caffe’ letterario” dei poliziotti-scrittori

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Totale della terrazza

Alessi e il figlio di Chinnici, Giovanni
Alessi e il figlio di Chinnici, Giovanni
I giornalisti scrittori Eleonora Iannelli e Fabio De Pasquale.
I giornalisti scrittori Eleonora Iannelli e Fabio De Pasquale.
I ragazzi della band musicale
I ragazzi della band musicale
Più tristezza del solito nel caffè letterario “Sulla strada della legalità” che l’altra sera ha ricordato il magistrato Rocco Chinnici con il bel libro “Non si può vivere così” scritto dai giornalisti Eleonora Iannelli e Fabio De Pasquale.
E non rattristava solo la presenza dei soliti catechizzati o il silenzio di molta cronaca per una rassegna che avrebbe meritato l’attenzione di tutti, ma soprattutto le notizie provenienti da Roma che combinavano un maledetto contrasto tra il sacrificio, anche della vita narrata non solo come finzione letteraria e le smargiassate funeree e le lacune molto romane di uno Stato e di una Chiesa che oggi appaiono indifendibili se non proprio inaffidabili.
In questi casi fa sorridere il “libera Chiesa in libero Stato” di Cavour, oggi siamo agli intrecci di una Chiesa e di uno Stato vittime di se stessi. All’inizio della presentazione (presenti il vice questore Peritore, il sindaco di Agrigento Firetto e il vice prefetto vicario Giovanna Termini) gli episodi romani sono stati ricordati dal moderatore Enzo Alessi che però non ha ricordato che in quella stessa parrocchia il card. Ruini aveva vietato il funerale di quel povero cristiano di Welby che non ne poteva più del suo corpo martoriato. Lo scrivemmo allora e lo scriviamo adesso che un cardinale si era sostituito alla misericordia di Dio. Certo, allora non c’era Bergoglio, ma quanti Bergoglio ci vorranno per rimettere dentro un po’ di credibilità e di quella misericordia che l’attuale Pontefice invoca per immigrati, divorziati e diversi? Quali e quanti dosaggi dovranno essere riequilibrati? Tristissimo questo doveroso ricordo di Rocco Chinnici.

Giovanni Chinnici al centro della foto
Giovanni Chinnici al centro della foto
Il pubblico
Il pubblico
Immagine di Chinnici nel filmato
Immagine di Chinnici nel filmato
Il libro ha fatto rimbalzare sull’uditorio tragicità inenarrabili, complicità che surclassano la (presunta?) trattativa Stato-Mafia. Erano presenti l’altra sera uno dei figli di Rocco Chinnici, Giovanni e il poliziotto Mario Paparcuri, l’unico che si salvò dall’attentato di via Pipitone Federico. Oggi è in pensione e bisognava sentirlo come invocava più attenzione dello Stato per le vittime di mafia. Giovanni Chinnici non ha rivolto uno sguardo al filmato di quegli anni che raccontava gli interventi televisivi del magistrato e le devastazioni degli attentati. Un atteggiamento familiare che è stato tutto racchiuso nelle dichiarazioni fatte ai due autori del libro: ”Papà fu lasciato solo, offerto ai suoi carnefici”. Condannato dalla mafia e da una giustizia sonnolenta – è stato scritto – mentre appare tragicomico l’iter del processo agli esecutori del delitto che furono assolti anche se, anni dopo, alcuni pentiti rivelarono che il processo era stato aggiustato con la corruzione di duecento milioni al giudice di allora, ormai defunto. Una verità che solo oggi il magistrato Vittorio Teresi ha ripreso in mano insieme ad una interpellanza di 15 parlamentari al Ministro della Giustizia per giungere ad una qualche concreta conclusione.
Dopodichè siamo arrivati agli ultimi due appuntamenti del Caffè letterario che il 28 agosto andrà in cerca di “teatro contemporaneo per costruire la bellezza” con ospite lo scrittore Alfonso Gueli. E infine il 4 settembre con “gli agrigentini illustri”, pericoloso memorandum di Paolo Cilona e “Mannalà” di Salvatore Indelicato.
Mario Paparcuri  il poliziotto che si è salvato
Mario Paparcuri il poliziotto che si è salvato
Pubblico in sala
Pubblico in sala
Sindaco Firetto e viceprefetto Termini
Sindaco Firetto e viceprefetto Termini
Totale della terrazza
Totale della terrazza
Vicequestore Peritore e sindaco Firetto
Vicequestore Peritore e sindaco Firetto

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