Sciopero netturbini a Lampedusa: chiesta revoca

Sciopero netturbini a Lampedusa: chiesta revoca

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Una richiesta di revoca, almeno temporanea, dello sciopero indetto per i giorni 1 e 2 novembre dalle organizzazioni sindacali di categoria a Lampedusa, è stata sollecitata dalle ditte Iseda, Sea e Seap che hanno in gestione il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani a Lampedusa e Linosa.

In una nota inviata alle segreterie provinciali della Cgil Fp, Fit Cisl e della Uiltrasporti, è stato infatti chiesto di revocare o annullare lo sciopero che cade proprio durante il lungo ponte di Ognissanti.

“Si fa appello al senso di responsabilità già più volte dimostrato dai lavoratori – scrive nella nota l’amministratore delegato di Iseda Giancarlo Alongi – per evitare agli utenti delle isole Pelagie, ulteriori disagi, specie in occasione della ricorrenza della prossima settimana. Ovviamente, in caso di sciopero, saranno comunque garantiti i servizi essenziali previsti dalla legge”.

Attualmente, le ditte del raggruppamento temporaneo di Imprese, devono incassare il pagamento di 5 mensilità da parte del Comune di Lampedusa che in una nota a firma del sindaco Nicolini, ricorda come “il presidente della Regione, abbia dato seguito agli impegni presi lo scorso 3 ottobre davanti al prefetto Diomede, a margine della commemorazione della strage di migranti di due anni addietro.

Infatti, l’assessorato regionale alle autonomie locali, ha disposto l’accreditamento di un’anticipazione su trasferimento regionali spettanti al Comune di Lampedusa per i quali si attende il successivo accreditamento per poter procedere al pagamento alle imprese e di conseguenza ai lavoratori che dovrebbe avvenire entro la fine della prossima settimana.

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