Sicilia: Crocetta perde pezzi, si dimette assessore Caleca

Sicilia: Crocetta perde pezzi, si dimette assessore Caleca

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L'ex assessore Nino Caleca

L’assessore all’Agricoltura della Regione siciliana, Nino Caleca, si è dimesso a meno di due ore dall’ingresso in giunta del segretario regionale dell’Udc, Giovanni Pistorio, con delega alle Autonomie locali e alla Funzione pubblica. L’uscita di Caleca, comunicata al termine del vertice di maggioranza riunito oggi dal governatore Rosario Crocetta a Palazzo d’Orleans,è giunta inattesa. Il dimissionario ne ha dato notizia al presidente con poche righe scritte a mano: “Continuo a sognare una politica nuova, pulita e trasparente. Per la Sicilia non ci rinuncio. Avverto un totale senso di estraneità di fronte a incomprensibili ritorni al passato. Le mie dimissioni sono irrevocabili e con effetto immediato. Presidente, ti voglio bene”.

Fin qui il testo vergato da Caleca, che pur senza nominare Pistorio sembra aver deciso di lasciare il governo proprio a causa dell’entrata del segretario regionale dell’Udc. Questi ha preso il posto di Ettore Leotta, che ieri aveva rassegnato le dimissioni con l’insolita motivazione della difficoltà di spostarsi tra Palermo e Siracusa, la sua città, a causa dell’interruzione dell’autostrada Palermo-Catania per la frana del viadotto Himera. Alle 16, terminato il vertice di maggioranza, Crocetta aveva diffuso un comunicato per convocare i giornalisti a una conferenza stampa a Palazzo d’Orleans alle 17. Mezz’ora dopo, Crocetta ha inviato un altro comunicato per disdire l’incontro con i cronisti “a causa dell’impossibilità a partecipare di alcuni componenti della maggioranza”. Poco dopo si è appreso delle dimissioni di Caleca. Pistorio, che in passato è stato una figura di spicco del Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo, aveva già ricoperto incarichi assessoriali nella stagione finita con le dimissioni del governatore rinviato a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa. Caleca è un avvocato penalista tra i più noti di Palermo e nella sua carriera ha difeso, tra gli altri, l’ex presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, condannato per favoreggiamento aggravato di Cosa nostra.

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