Sicilia, Musumeci: “Obiettivo è riconsegnare ai siciliani una regione normale”

Franco Castaldo

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Sicilia, Musumeci: “Obiettivo è riconsegnare ai siciliani una regione normale”

di Franco Castaldo
Pubblicato il Gen 9, 2018
Sicilia, Musumeci: “Obiettivo è riconsegnare ai siciliani una regione normale”

“Don Luigi Sturzo diceva che un programma politico non si inventa, si vive giorno dopo giorno. Per noi il programma è un progetto dinamico, non un elenco di cose da fare o non fare, uno strumento che indica le cose da fare per affrontare i problemi. L’obiettivo finale è quello di riconsegnare ai siciliani una regione normale, restituire dignità e fiducia ai cittadini, facendo lievitare una fiera consapevolezza che diventi argine contro la rassegnazione e la disperazione”.

Il Presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, ha iniziato con queste parole le dichiarazioni programmatiche all’Assemblea regionale siciliana.

Poi continua:

“Questa coalizione di centrodestra è ben consapevole dei suoi limitati numeri d’aula, a causa di una legge elettorale che dovrà essere cambiata per eliminare le distorsioni presenti e che avrebbe dovuto prevedere un pur minimo premio di maggioranza e governabilità. Il governo non cerca in questa Assemblea supporti numerici clandestini: confidiamo di trovare con le opposizioni convergenze programmatiche, alla luce del sole, apertamente, sui singoli punti, sulle singoli questioni che saranno poste all’attenzione del Parlamento”. “E’ su questo terreno di leale confronto, chiarezza e correttezza – ha proseguito – che vogliamo caratterizzare il rapporto tra le forze di governo e di opposizione; ognuno dei 70 deputati si assuma la responsabilità delle scelte di fronte ai siciliani: non ci sono alibi ne’ attenuanti di fronte ai grandi problemi dell’Isola. Vogliamo avviare questo cambiamento con voi, con tutti voi”.

RIFIUTI“Quello dei rifiuti è il primo grave problema che questo governo è chiamato ad affrontare, altro che luna di miele, come ha detto l’onorevole Cracolici. Questo governo non ha avuto il diritto neppure alla luna di miele, e la cosa non è che ci dispiaccia più di tanto. Sapevamo che avremmo trovato strade in salita, ma non sapevamo di dovere scavare montagne. E’ difficile parlare di emergenza, visto che si trascina dal 1998. Se potessimo utilizzare un ossimoro, potremmo parlare di una emergenza strutturata. Si sono alternati sette governi con due magistrati e un prefetto alla guida, ma il problema in Sicilia è rimasto, insoluto, sempre più gravoso. Piuttosto che valorizzare il rifiuto si è preferito alimentare il sistema delle discariche, un sistema spesso clientelare, qualche volta contiguo alle organizzazioni mafiose, talvolta ingovernabile”. E ancora: “Un sistema che ha solo prodotto un aumento dei costi di smaltimento a vantaggio di pochi – dice – le discariche sono ormai sull’orlo del collasso. Abbiamo pochi mesi di autonomia, mancano i centri di compostaggio, siamo l’ultima regione italiana nella raccolta differenziata. Siamo arrivati a un punto di non ritorno. In Sicilia le discariche pubbliche e private sono al collasso, hanno 7-8 mesi di autonomia. Ecco perché abbiamo detto che serve ridurre la quantità dei rifiuti da conferire nelle discariche”. E annuncia una “riforma” a breve.

SANITA’ E FORMAZIONE – “E’ stata approvata una delibera di indirizzo dalla giunta regionale sulla rete ospedaliera che va assolutamente rivista. Questo tema era stato sviluppato dal governo Crocetta, ma abbiamo riscontrato molti refusi nella rete ospedaliera approvata, quell’iter  si era peraltro bloccato perchè non era mai stato affidato alla sesta commissione. Ora va modificata. Il nostro governo ha potuto accorpare la prima scadenza del 30 settembre 2017, con quella del 30 giungo 2018. Terremo conto di certo del buon lavoro svolto dall’assessore Gucciardi e delle richieste già pervenute da diverse aree territoriali, dobbiamo assicurare al sistema sanitario efficacia su tuta l’isola”. Sul fronte della formazione professionale “dobbiamo favorire la ripresa delle attività, da troppo tempo in una situazione di stallo”. Lo strumento per Musumeci potrebbe essere “un nuovo patto di collaborazione con gli enti”. Così ha spiegato che si sta procedendo a un censimento sull’albo dei formatori professionali: “Ci prendiamo la responsabilità di assicurare la continuità del lavoro”, ma stop “alla formazione di attività professionali che il mercato non chiede”.

GIORNALISMO SPAZZATURA“La Sicilia è un’isola ancora prigioniera di antichi pregiudizi ed esaltata da certo giornalismo spazzatura, prodotto da operatori pagati. Noi siamo consapevoli delle connivenze e opacità recenti e remote che pesano sulla Sicilia, ma una cosa è lo stimolo altra cosa è l’accanimento, solo per il gusto di fare audience, ascolto”.

MAFIA – “Puntiamo a un deciso contrasto alla mafia in ogni forma e sotto qualsiasi forma si presenti”. I mafiosi prima di cercare morti cercano alleati nella società civile e nelle istituzioni”.

STATO“Collaborazione leale con lo Stato, senza sciocco rivendicazionismo e senza irresponsabile atteggiamento remissivo. Noi chiediamo la piena attuazione dello statuto autonomo della Sicilia”.

MADE IN SICILY“Il mio Governo lavorerà per ridurre la dipendenza della Sicilia dalle imprese del Nord, soprattutto per agroalimentare e sfruttamento delle nostre risorse. L’Isola è diventata un mercato di consumatori di prodotti non locali. Invece – e non è sciocco protezionismo – vogliamo lavorare per incoraggiare il made in Sicily”.

IRFIS CRIAS E IRCACBisogna “ripensare alla sorte dell’Irfis venuta meno alla propria funzione istituzionale, ma anche alla sorte dell’Ircac e della Crias e ipotizzare, perchè no, una sola struttura per il credito alle piccole e medie imprese”.

PROVINCE“Alle Province bisogna attribuire maggiori competenze, altro che smantellarle”. Musumeci ha confermato la linea del governo sull’elezione diretta degli organismi delle ex Province (oggi Liberi consorzi) e delle tre città metropolitane (Palermo, Messina e Catania). In attesa dell’esito del ricorso presentato dal governo della Regione contro l’impugnativa da parte del Cdm della legge regionale sulle ex Province, Musumeci ha invitato l’Assemblea a modificare la legge sugli enti intermedi.

ESA E FORESTALI“L’Esa va soppresso, è superato dai tempi, e le sue competenze e il suo personale devono essere trasferite al dipartimento Agricoltura. Sui Forestali serve un confronto serrato e serio per garantire continuità al loro lavoro che vada oltre l’umiliante condizione di stagionali”.

ABUSIVISMO La lotta all’abusivismo non è uno slogan da campagna elettorale, ma non esiste l’abusivismo di necessità: esiste l’abusivismo. Sarebbe però da sprovveduti dire che tutte le case abusive vanno abbattute, bisogna verificare caso per caso senza legittimare un abusivismo di serie A e un abusivismo di serie B”.


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