Spara all’ex complice dopo 8 anni di galera: agrigentino arrestato a Milano

Spara all’ex complice dopo 8 anni di galera: agrigentino arrestato a Milano

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Giuseppe Lombardo, la vittima e Paolo Leona, lo sparatore

La scena del tentato omicidio
La scena del tentato omicidio

Si è costituito l’aggressore di Giuseppe Lombardo, 62 anni, con diverse condanne per traffico internazionale di droga che stamattina è rimasto gravemente ferito da un colpo di pistola all’interno di una ditta di Corbetta, nel milanese, intorno alle 8. Poche ore dopo, l’aggressore, già identificato dai carabinieri, si è costituito al carcere di Opera: si tratta di Paolo Leone, 62 anni, agrigentino complice di Lombardo nel traffico di droga.

“Ho appena ammazzato uno a Corbetta” avrebbe detto Leone costituendosi. La vittima si trova in gravissime condizioni all’ospedale Niguarda di Milano: è stato raggiunto da almeno due proiettili al volto, si trova in prognosi riservata e i medici lo stanno sottoponendo a un intervento chirurgico I carabinieri sono risaliti a Paolo Leone poco prima che si costituisse attraverso la targa della Y10 a bordo della quale stamattina l’uomo ha fatto irruzione nella ditta di Corbetta. Secondo le testimonianze raccolte dai militari Leone è sceso dall’auto, l’ha aggirata, ha raggiunto il suo bersaglio e ha esploso almeno due colpi di pistola in faccia a Lombardo, per poi fuggire. L’ultimo referto trasmesso dall’ospedale Niguarda riferisce che sulla vittima si riscontrano ferite multiple al collo, frattura del palato, frattura della mascella e la frattura della prima vertebra cervicale. L’arma con cui Leone ha sparato non è stata ancora ritrovata.

“Ho sparato a Lombardo perchè sono andato in galera per colpa sua”, avrebbe detto Leone costituendosi. Il movente va ricercato in un’intricata storia di traffico internazionale di cocaina che inizia a Parigi otto anni fa: nel 2007 la polizia francese ferma un incensurato di Abbiategrasso con 10 chili di coca, e da questo arresto scatta l’operazione “Donnie Brasco”, nella quale due marescialli del nucleo investigativo di Milano si infiltrano in un’organizzazione di trafficanti con base nel milanese, vivono per mesi sotto copertura e riescono finalmente a smantellare la gang. Della banda di trafficanti facevano parte sia Lombardo, la vittima dell’agguato di oggi, che Leone, l’assalitore. Lombardo, originario di Benevento, già all’inizio degli anni 2000 era stato coinvolto in una maxi operazione antidroga nel corso della quale erano stati sequestrati 500 chili di coca nascosti in travi di marmo, condotta contro la famiglia siciliana dei Matranga, esponenti di rilievo di Cosa Nostra. Dall’operazione sotto copertura del 2007, grazie ai carabinieri infiltrati, scatta un’operazione del 2010 battezzata “Mustang”, che culmina con l’arresto di numerosi trafficanti e in nuove accuse a carico di Lombardo e Leone. Lombardo, considerato uno dei leader, collabora con le autorità, mentre Leone, già in carcere dal 2007, si vede appioppare una sfilza di imputazioni che lo terranno in carcere fino all’aprile di quest’anno. In galera, Leone decide di vendicarsi dell’ex complice. Un proposito mantenuto fino alla sparatoria di stamattina in via Milano 63, a Corbetta.

La scena del tentato omicidio
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