Agrigento

Troppi sbarchi fantasma nell’agrigentino: protesta dell’on. Pagano (ft e vd)

Proseguono gli sbarchi fantasma lungo le coste agrigentine.

Gli ultimi sbarchi, in ordine di tempo, risalgono a ieri pomeriggio sulla costa agrigentina a Siculiana fra Torre Salsa e la spiaggia sotto monte Stella; due pescherecci di circa 7 metri sono riusciti ad arrivare fino all’arenile.

Ne hanno contati circa cinquemila di questi «nuovi» migranti, 2.100 sulle coste dell’Agrigentino, 2.800 su quelle dell’isola di Lampedusa.
E di fronte a questa situazione allarmante la lega-Noi con Salvini, ha deciso di organizzare una manifestazione di protesta contro gli sbarchi fantasmi.
Presente l’onorevole Alessandro Pagano, segretario regionale della Sicilia occidentale della Lega-Noi con Salvini, che ha partecipato questa mattina alla manifestazione di protesta organizzata dalla Lega alla Scala dei Turchi a Realmonte, in provincia di Agrigento,che ha detto: “La situazione è sempre più allarmante. Nell’ultimo mese abbiamo assistito a centinaia di arrivi di migranti ‘invisibili’, a Linosa, a Lampedusa e fino alle coste agrigentine, per la maggior parte sfuggita a qualsiasi tipo di controllo. Di fronte a questa inquietante escalation, che denota un chiaro cambio di strategia da parte della holding internazionale dello ‘schiavismo clandestino’, il nostro governo non sa fare altro che cincischiare”.

L’on. Pagano intervistato

Pagano continua: “La Sicilia sta diventando il carcere a cielo aperto della Tunisia, con la copertura del governo Renzi-Gentiloni e nel totale silenzio, se non complicità, del Pd regionale. Tutto ciò è inaccettabile. Questa zona è teatro negli ultimi mesi degli ormai famigerati ‘sbarchi fantasma’ di tunisini clandestini ed ex galeotti”.
Per il deputato della Lega, “il governo Gentiloni sta irresponsabilmente sottovalutando questo grosso e pericoloso problema che rappresenta una nuova minaccia per tutto il Paese. Questi ex galeotti non sono profughi, non scappano da alcuna guerra. Vanno subito rimpatriati, ma soprattutto non dovrebbero neppure partire dalla Tunisia. Per questo – conclude – il presidente Gentiloni deve convocare quanto prima il nostro ambasciatore a Tunisi o chiedere direttamente spiegazioni ufficiali al governo tunisino”.

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