Agrigento

Turismo, Fabrizio La Gaipa: “Siamo ancora lontani dalle legittime aspettative”

Un vecchio detto siciliano recita “annata ricca massaru cuntentu” E’ applicabile al nostro turismo?

“Stiamo assistendo ad una crescita, però essere contenti è tutt’altra cosa. Il bacino del Mediterraneo e tanta altra parte del mondo sono oggi caratterizzate da fortissime incertezze, terrorismo, guerre ed altro e questo fa si che siamo riusciti ad avvantaggiarci, a mio modo di vedere immeritatamente, di un miglioramento dei flussi turistici.. Però bisogna vedere la situazione nel suo complesso, la Sicilia resta fanalino di coda ed è la nona regione italiana per turismo. Anche la provincia di Agrigento non può festeggiare anche se la situazione migliora, però siamo ancora lontani da quelle che sono le legittime aspettative”.

Ha battuto la lingua spesse volte su Regione che rimane un dannato riferimento. Ma le sembra questo il modo della Regione siciliana di gestire il nostro patrimonio con un sito web antichissimo e per giunta scritto solo in inglese? Regioni come il Veneto si vantano di avere un flusso turistico 4 volte più della Sicilia. Quali sono le ragioni vere?

“Il problema tecnico è abbastanza semplice, ed è talmente semplice che sorprende il perché non sia stato affrontato finora. Per chi ci deve raggiungere da lontano, la Sicilia rappresenta una unica destinazione, chi fa la vacanza non  immagina di farla a Catania, Palermo o Agrigento, immagina di farla in Sicilia. Si tenga presente che colui che si trova a Londra come prende l’aereo per Ibiza lo prende per Palermo, la distanza chilometrica gli è indifferente. Chiaramente la promozione della destinazione va fatta in un corpus unico che è la destinazione Sicilia.  Certo, attraverso la valorizzazione di tutte le sue peculiarità, ambientale, monumentale, culturale. Dopo aver scelto la Sicilia rispetto a tutte le altre alternative possibili, deciderà come spendere i giorni a sua disposizione che normalmente vanno da una settimana a un massimo di quindici giorni fra le varie  destinazioni quindi Agrigento e in seconda battuta dovrebbe promuoversi fra  coloro i quali hanno già compiuto la prima scelta. E’ ovvio che la promozione a livello di Sicilia nel mondo è a livello  primordiale. Già non siamo  considerati in Italia e al confronto del  mondo letteralmente scompariamo nonostante quelle demandate opportunità che il nostro territorio ci offre”.

Quindi non solo una Sicilia politicamente inadeguata a organizzare e profetizzare un futuro.

“Intanto, parlando di politica, la notizia è che sono stato scelto per rientrare fra i candidati della lista Movimento 5Stelle alle prossime regionali. Non avendo ancora certificata questa scelta, tutto quello che dico è a titolo personale sulla scorta della mia esperienza nel turismo e da ex presidente del Consorzio turistico agrigentino”. 

D’accordo per il titolo personale ma potrebbe dirmi dei guasti provocati da questa conduzione politica sul turismo e dei riflessi che hasul Consorzio per non parlare di tutti quei Distretti turistici che sono il quadruplo delle altre regioni. Peggio dei forestali.

“I consorzi sono privati e hanno attinto in occasioni molto marginali e minime alle risorse. Finora la gestione del turismo siciliano è stata negativa e non si è capito quali possano essere le opportunità di promozione vera. Ci sono tanti segmenti che non sono stati adeguatamente sfruttati, non esiste un sito degno di questo nome, non si è mai sviluppato degnamente il turismo cinematografico, la Film Commission che dovrebbe invece incentivare questo genere di opportunità promozionale in primo luogo e di turismo in secondo luogo e che non è mai decollata e funzionato come  avrebbe dovuto. Per esempio una idea alla quale mi sono appassionato e che spero di riuscire a far entrare nel programma è quella di trasformare la Film Commission da un ente che eroga contributi a una coproduttrice in modo da avere titolo per dire e suggerire al produttore che certe scene si debbano girare in Sicilia. Invece di erogare denaro ad amici o presunti tali. Ancora oggi, Savoca, un paesino, richiama turisti perché vi furono girate molte scene del “Padrino”. Oltre quarant’anni fa. I Distretti qualcosina hanno fatto ma non è il sistema giusto”.

Per lei che fa politica le è mai passato per la mente che la Sicilia sia “Buttanissima” come dice Buttafuoco, “redimibile” come dice Armao o che non ci sia più quella di una volta come ipotizza Savatteri? Lo spettro della burocrazia dove lo mettiamo e l’opposizione grillina ha forse latrato alla luna? Persino Crocetta è stato divorato come tutti i suoi predecessori.

“Tra le ragioni che mi hanno spinto a dare la mia disponibilità a prendere parte alla competizione elettorale  c’è  l’ammirazione che ho provato per la capacità che hanno avuto i  14 ragazzi della deputazione 5Stelle, così coesi, compatti e incisivi all’interno del Parlamento regionale.  Questo va attestato e in particolare a Cancelleri che ha saputo esprimere una leadership di fatto e oggi è candidato governatore. Se vinceremo la Sicilia sarà un posto molto diverso da ora”.

Per tutti noi che siamo da sempre “al capezzale” della Regione si tratta dell’ultima grande illusione, dopo averli provati tutti?

“Sono persuaso che la Sicilia sia redimibile e mi pare curioso che il libro l’abbia scritto Armao,. Sono convintissimo che la Sicilia sia non solo redimibile ma facilmente redimibile. La gente non vede l’ora di questa redenzione ed è sempre pronta a sorprendere”.

Anche della sorpresa del 61 a zero

“Certo, anche,  e così pure  per Crocetta che in quel momento rappresentava l’antimafia. Si vede che la Sicilia vuole uscire dal pantano, solo che purtroppo è incappata sempre  nelle persone sbagliate. Stavolta c’è l’opportunità giusta, un treno che non passerà più. Sono fiducioso che c’è un treno da prendere e i siciliani lo prenderanno. Alla fin fine ognuno ha sempre quello che si merita e l’indomani delle elezioni non si lamentino al bar sotto casa per le cose che vanno male”.

In concreto, per quel “meno settepercento” di flusso turistico che ci penalizza cosa farete? E un pensierino per l’aeroporto?

“Stiamo sempre a discutere sulla viabilità e vorrei ricordare cosa ha fatto il 5Stellu quando creò a sue spese quel raccordo o “trizzera della legalità” quando il ponte era crollato. A migliorare non ci vuole niente ma  solo un minimo di senso pratico e di buona volontà. Per l’aeroporto io sono favorevole ma deve essere una cosa che abbia la sua sostenibilità economica. Quindi ci vogliono partner internazionali con accordi seri  per farlo nella maniera giusta. Finora si sono osteggiati gli scali minori e la vicenda di Comiso  ci sembra emblematica”.

La gran confusione che regna sovrana a destra come a sinistra cosa le sembra? Un “paradosso” per farvi vincere o un “complotto”  per farvi perdere?

“Se vinceremo si darà certamente una scossa a tutto il sistema politico, non solo italiano ma europeo. Portare un po’ di modernità in un contesto siciliano da sempre mortificato, appare idea rivoluzionaria, lo sa  perché? Le cose non sono così complesse come ce le hanno fatte credere ma perché si sono fatti i fatti loro, a tutti i livelli, comuni, province.  Portare la modernità è una banalità e per stare nel nostro territorio le dico che l’altro giorno sono stato a Sciacca e alle ore 23 i negozi erano aperti. Perché ad Agrigento no? Era un piccolo esempio perché certo, i percorsi sono dolorosi soprattutto per chi ha vissuto di rendita di posizione, magari legittime,  Bisogna che si ricominci a pensare alla collettività, è quello il punto, il bene comune e da questo nascerà il bene individuale. Ambiente, edilizia, turismo, sanità, sono tanti i percorsi anche culturali che dobbiamo intraprendere. Percorsi che ben guidati non saranno impossibili”.

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