Un po’ di Russia ad Agrigento

Un po’ di Russia ad Agrigento

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Irina Zobacheva

Nel suo sito internet la missione dell’Associazione “Il mondo culturale” è la promozione della musica, del teatro e della danza come strumenti educativi e formativi della personalità.

E’ stata costituita nel 2010 da un gruppo di persone che con passione attraverso l’organizzazione di eventi culturali, coinvolgono culture, tradizioni e popoli da tutto il mondo, dando l’opportunità di scambiare interessi, passione, arte, musica e tutto quello che riguarda lo scambio interculturale. Irina Zobacheva ne è la presidente. Russa di Perm ma agrigentina di adozione.

Possiamo  dire dalla “Russia con amore” visto che è sposata con un agrigentino?

“Si, la mia scelta è stata Dario, mio marito che era venuto nella mia città per il nostro festival del folclore e lì ci siamo conosciuti. Sono venuta in Sicilia nel 2004 e mi sono anche innamorata di questa terra bellissima”.

Quindi galeotta fu  la vostra Sagra. E della nostra malmessa Sagra che ne dice?

Quando ho visto per la prima volta la Sagra del mandorlo di cui Dario mi aveva parlato l’ho trovata corrispondente a quanto avevo anche letto sui giornali. Io allora studiavo all’università e avevo già pensato di venire al festival agrigentino che ritenevo importante. Una volta qui anch’io ho sentito il dovere  di collaborare con la Sagra. Da noi gli eventi folcloristici li prepariamo un anno prima e ad Agrigento ho notato che tutto si preparava all’ultimo momento”.

Si, è la nostra grande pecca. Addirittura quest’anno non si chiamerà più Sagra. Come valuta questa decisione che cancella decenni di tradizione?

“Sono una persona che rispetta molto le tradizioni perché è proprio sul passato che si deve costruire il nostro futuro”.

All’estero come è considerata la nostra Sagra?

“In maniera favolosa come pure la città di Agrigento. Anche se il ritardo di programmazione della Sagra causava a noi  molte difficoltà perché si veniva invitati all’ultimo momento. Da noi i migliori artisti programmano il loro lavoro e molti erano costretti a rinunciare. Tra l’altro da noi gli artisti che portano le tradizioni russe nel mondo  sono pagati dal governo”.

Quest’anno c’è stata qualche buona novità nell’invito a partecipare?

“No, nessuna novità. Tra l’altro propongo sempre gratis la mia collaborazione”.

La sua associazione è indirizzata al mondo culturale. Ce ne vuole parlare?

“L’associazione è nata per un motivo molto semplice, unire i popoli al di là di qualsiasi inimicizia ideologica.  Perché poi essere nemici? E mi è venuta l’idea di fondare questa associazione. Io quando sono venuta qui ho scelto la Sicilia per amore non ho scelto il governo. Io non ho tradito la mia patria, sono orgogliosa di essere russa, delle mie origini ma i valori sono universali”.

Oggi cosa pensa della “santa madre Russia” celebrata nella storia letteraria soprattutto in questo momento  in cui anche l’embargo è stato cancellato e ci si avvia  ad una maggiore collaborazione?

“Mi fa piacere questa inversione di tendenza, la bandiera della pace deve essere portata avanti. Anche con la cultura siciliana nel rispetto delle reciproche tradizioni”.

Che consistenza numerica ha la comunità russa ad Agrigento?

“Siamo in pochi, una decina. Però in Sicilia abbiamo una  più grande associazione. Abbiamo scritto tante lettere a Putin anche per superare le divisioni politiche, nella nostra ambasciata abbiamo depositato i nostri progetti culturali e ci hanno risposto e ringraziato. Però in Sicilia  non abbiamo avuto molte risposte. Per esempio a Perm è pronta una statua di Pirandello che si voleva donare ad Agrigento. Per tante difficoltà di vario genere è ferma ancora in Russia. Ne avevo discusso anche col sindaco Firetto col quale siamo riusciti  a portare a termine la collocazione della scultura di Potoski in piazzetta Caratozzolo”.

Altre iniziative che vi proponete?

“Noi abbiamo un progetto “Sicilia coi miei occhi “ per fare incontrare i bambini russi con quelli siciliani. A Realmonte  per tre anni abbiamo realizzato questo progetto”.

Alcuni decenni fa  si era organizzata l’iniziativa per portare il teatro siciliano all’estero. Nel 1967 gli attori del Piccolo Teatro Pirandelliano portarono a Svitavi in Cecoslovacchia “La giara” in dialetto siciliano mentre gli attori di Svitavi  la misero in scena in cecoslovacco  nel piccolo Oratorio di Falaride. Anche l’Ungheria in quell’anno mise in scena al “Supercinema” un “Berretto a sonagli” di Pirandello. Uno scambio di esperienze teatrali di questo genere potrebbe essere organizzato dalla città di Perm?

Potrebbe essere una bellissima idea e potremmo parlarne col sindaco di Perm anche lui attore. Ma c’è anche un’altra bellissima idea che vorremmo realizzare e cioè una grande iniziativa che riguarda il mondo dei bambini . Ad Agrigento vi sono pochissime iniziative dedicate ai bambini, è una grave carenza,io stessa ho inviato molte lettere al sindaco Firetto e all’assessore Biondi per aprire una scuola di formazione artistica per i bambini. Anche qui vorrei fare una scelta d’amore per un progetto al quale lavoro da circa due anni. Spero di essere ascoltata”.

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