Uso improprio del badge, assolti due dipendenti comunali

Uso improprio del badge, assolti due dipendenti comunali

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Il Tribunale di PALERMO ha assolto oggi due dipendenti comunali, Antonino Prester e Aurelia Di Bartolo, accusati di truffa per aver utilizzato impropriamente il badge. Il pubblico ministero Alessandro Picchi, che nel frattempo è stato trasferito in un’altra Procura, aveva chiesto la condanna a due anni e 700 euro di multa per Prester, e a un anno e 400 euro Di Bartolo. Quest’ultima era difesa dall’avvocato Massimo Motisi, mentre Prester dagli avvocati Rosanna Vella e Melania Giannilivigni. Le indagini si basavano prevalentemente su intercettazioni telefoniche che erano state effettuate dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un altro procedimento penale. I difensori avevano eccepito al Tribunale l’inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche svolte nell’ambito di un altro processo penale e il Tribunale aveva accolto questa richiesta. Prester, che ha rischiato il licenziamento, era accusato di avere registrato la propria presenza “continuativa sul posto di lavoro mediante l’attestazione con badge – come si legge nel capo di imputazione – ovvero presentando falsi certificati di malattia, mentre in realtà si recava presso il Caffè Florio dove svolgeva attività lavorativa, induceva in errore l’amministrazione di appartenenza in ordine all’effettivo esercizio della propria prestazione di lavoro e della presenza in ufficio in quel lasso di tempo, onde conseguire un ingiusto profitto”. Mentre Aurelia Di Bartolo “provvedeva in più occasioni ad attestare la presenza sul lavoro di Prester utilizzando il badge di quest’ultimo”.

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